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1 maggio 2011, negozi aperti: si o no?

Il primo maggio è la Festa dei lavoratori. Tutti a riposo per un giorno. O almeno così dovrebbe essere. In vista della festività si sta infatti consumando uno scontro. La fatidica domanda è: 'Negozi aperti, sì o no?'.

A Milano l'assessore alle Attività Produttive, Politiche del Lavoro e dell'Occupazione capolista della Lista Civica 'Milano al centro', Giovanni Terzi, ha annunciato di aver firmato 'la richiesta di deroga all'obbligo di chiusura degli esercizi pubblici per il prossimo Primo maggio' (leggi la notizia).

Sebbbene l'assessore abbia voluto sottolineare che la decisione è stata motivata dall'intenzione di 'non perdere occasioni utili di crescita per un settore - come quello del commercio - che ha pagato il peso della crisi', l'iniziativa ha incontrato non poche critiche. Contro la decisione presa dall'assessore Terzi si sono espressi Cub e Flaica-Uniti-Cub che hanno proclamto per domenica primo maggio lo sciopero generale nazionale di 24 ore del settore commercio e turismo.

E, a quanto pare, anche a Roma le saracinesche dei negozi rimarranno alzate. Il dibattito è aperto. Se da una parte il segretario generale della Cgil Susanna Camusso considera un grave errore far aprire i negozi nel giorno dedicato alla Festa dei lavoratori, dall'altra il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni ha rimesso nelle mani dei sindaci decidere se lasciare o meno le attività commerciali aperte per il 1 maggio 2011.

Favorevole all'apertura delle diverse attività il sindaco di Firenze Matteo Renzi, secondo il quale quella del primo maggio è un'occasione da non farsi sfuggire. Spiegando la sua decisione Renzi ha detto: 'Io il primo maggio lavoro e lavoravo anche prima, quando gestivo una piccola azienda che si occupava di distribuzione di giornali. Se vale il principio che non deve lavorare nessuno mi sta bene, ma allora non lavorano camerieri, giornalai, e così via. A me non sembra uno scandalo tenere i negozi aperti in una città strapiena di turisti'. Il sindaco di Firenze ha parlato di opportunità che non nasce 'dal desiderio di far guadagnare tre lire in più ai commercianti, ma di far sì che i turisti arrivino in una città che non è chiusa'.

Di opposte vedute la Camusso che ha così replicato: 'Le ragioni di chi lavora ed i valori insiti in alcune date meriterebbero da parte di tutti di essere prese sul serio. Ma davvero crediamo che le sorti dell'economia, del cambiamento, dipendano dall'apertura dei negozi il primo maggio, mentre, per esempio, sul fisco si può rinviare da una campagna elettorale all'altra? Davvero è moderno negare la festa del lavoro, in altri casi il 25 aprile, come se fossero giorni qualunque? Dobbiamo immaginare che presto anche il Natale diverrà un attentato all'economia? O il trattamento è riservato solo alle feste laiche?'.

Ma tra i favorevoli all'apertura dei negozi il primo maggio c'è anche il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. Il ministro ha accolto con favore la notizia realtiva alla richiesta di alcune associazioni di categoria del commercio e del turismo di liberalizzare l'apertura degli esercizi commerciali nei giorni festivi. A tal proposito la Brambilla ha detto: 'Mi ha fatto molto piacere apprendere che le associazioni di categoria del turismo e del commercio, attraverso la voce del vicepresidente di Confcommercio e presidente di Confturismo, Bernabò Bocca, e del presidente della Confcommercio romana, Cesare Pambianchi, chiedono l'apertura degli esercizi commerciali nei giorni festivi, e in particolare il prossimo primo maggio. Un appello che non solo raccolgo con piacere ma che vede la mia piena condivisione, al punto che già da tempo sto lavorando in questa direzione. Plaudo quindi alla lungimiranza dei vertici di Confcommercio che con la presa di posizione odierna dimostrano di aver ben compreso come la liberalizzazione degli orari non avvantaggerebbe solo la grande distribuzione, ma anche il piccolo commercio'.

Filcams-Cgil sembrano però non gradire e attraverso una nota hanno affermato: 'Le festività non vengono più rispettate e a subirne le conseguenze sono le lavoratrici ed i lavoratori del settore. Siamo sicuri che la formula del 'sempre aperti' aumenti l'occupazione e aiuti a risolvere la crisi economica del Paese?'.

Quest'anno la manifestazione nazionale per il primo maggio di Cgil, Cisl e Uil si svolgerà a Marsala. Attraverso una nota, le tre organizzazioni sindacali hanno fatto sapere che nell'ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia è stato deciso di celebrare la Festa dei lavoratori 'nella cittadina siciliana, in provincia di Trapani, teatro l'11 maggio del 1860 dello sbarco dei mille'.

 (foto © LaPresse)

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