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11 Settembre, colossale inganno degli USA

Gli appassionati delle teorie alternative riguardanti gli attentati dell'11 settembre 2001 possono contare su un nuovo lavoro. Si tratta di "Zero" un rapporto di 400 pagine in cui un gruppo internazionale di scrittori, giornalisti, storici, filosofi, politici, professori d'università, scienziati, economisti e teologi, coordinati dal giornalista Giulietto Chiesa, spiegano perché "la versione ufficiale sull'11/9 è un falso".

"Un inganno architettato proprio dagli Usa per portare Bush a dichiarare una infinita guerra ai terroristi." Così il filosofo californiano Ray Griffin smonta prima il rapporto della commissione d'inchiesta sull'11 settembre, per poi puntare sui legami personali dei suoi membri con l'amministrazione Bush. Claudio Fracassi si chiede perché non esistano immagini dell'impatto tra il Boeing ed il Pentagono, "il luogo più sorvegliato al mondo" e ancora "Che cosa c'è di meglio di un movimento che non ha struttura centrale o leader, se non morti, per addossargli ogni colpa o comportamento, per quanto assurdo esso sia?". Steven Jones, un fisico dello Utah, è certo "che la collisione dei jet con due degli edifici non basti a spiegare il totale e rapido crollo di entrambe le Torri…Esistono prove convincenti che la distruzione degli edifici prevedesse il piazzamento di cariche esplosive e incendiarie".

Chi di ipotesi complottistica non vuole sentir parlare è Gore Vidal, che nelle ultime pagine del libro spiega perché l'ipotesi non lo convince: "Bush e Cheney" non c'entrano nulla "perché incompetenti". Al libro hanno collaborato, fra gli altri, anche Gianni Vattimo, il medievalista Franco Cardini, il giornalista tedesco Jürgen Elsässer, l'economista canadese Michel Chossudovsky, Lidia Ravera, il regista Barrie Zwicker e lo storico Webster Griffin Tarpley.

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