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30 / 9 /2005, non si scherza con i santi

Quando il 30 settembre dello scorso anno il giornale danese Jylland-Posten decise di pubblicare una dozzina di vignette sul profeta Maometto, da quelle parti erano perfettamente consapevoli di compiere una forzatura e di suscitare dibattito. Tuttavia, immaginare che quelle vignette avrebbero fatto precipitare la Danimarca nella sua più grande crisi internazionale dai tempi dell'occupazione nazista durante la seconda guerra mondiale, beh, non era cosa semplice.
Di tanti siti e articoli rintracciati in rete sulla vicenda, quello più inquietante è senza dubbio questo, che si presenta così: questo sito è stato realizzato con l'intento di tracciare il numero di morti causato direttamente o indirettamente dalle controversie scaturite in seguito alla pubblicazione delle vignette su Maometto da parte del giornale danese Jylland-Posten. Non le riprodurremo qui perché ciò che ci interessa non è prendere posizione sulla controversia ma monitorare gli eventi ad essa collegati. Stanno morendo delle persone. Per dei fumetti. Il conteggio è arrivato a 139 morti e 823 feriti.
Interessante articolo di Kevin Sullivan per il Washington Post nel quale viene analizzato il vitalissimo ruolo di internet (email, blog, forum) nel sostenere le due opposte cause: quella di chi decise di boicottare prodotti danesi per l'offesa arrecata all'islam e quella di chi, in reazione, propose di comprare soprattutto prodotti danesi per difendere l'economia del paese scandinavo.
Tante sono state nel mondo le reazioni, gli editoriali, gli appelli, i video, le trasmissioni, le foto, le polemiche, le ribellioni, gli scontri, i morti e i feriti seguiti alle vignette danesi che il Guardian ha dedicato alla vicenda un Report Speciale estremamente curato ed esauriente.
Non poteva mancare il link alla causa che ha scatenato cotanto effetto, il giornale danese che ha pubblicato le vignette della discordia.
Qualche mese dopo il divampare della polemica sulle vignette danesi, una ragazza di origini palestinesi è diventata la prima presentatrice in una tv danese ad apparire in video avvolta dal velo islamico. Asma Abdol-Hamid, questo il suo nome, è diventata la rappresentante più visibile del pensiero islamico in Danimarca, copresentando un talk show incentrato sui problemi dell'integrazione tra culture ed etnie diverse. Quella linkata è un'interessante intervista da lei rilasciata al portale islamico Islamonline.

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