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4 giornalisti italiani arrestati a Cuba, indagavano su omicidio Lignano

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Sono stati fermati ieri sera mentre si trovavano a casa di Reiver Laborde Rico, il fratello di Lisandra, la giovane arrestata per l'omicidio di Paolo Burgato e Rosetta Sostero, e a sua volta sospettato di aver partecipato al duplice delitto. Stefano Cavicchi de Il Corriere della Sera, Ilaria Cavo e l'operatore Fabio Tricarico di Mediaset e Domenico Pecile del Messaggero Veneto sono stati arrestati da sei uomini della polizia di Cuba e condotti in caserma, quindi, dopo 12 ore di interrogatorio, sono stati rilasciati e portati in albergo, sotto sorveglianza. Oggi alle 15 sono stati scortati nel palazzo del Ministero dell'Interno, a L'Avana, per essere processati per direttissima.

Lisandra Aguila Rico è l'assassina dei coniugi di Lignano

"Pensavo che fossero venuti ad arrestare Reiver Laborde Rico" ha detto al telefono - un cellulare recuperato fortunosamente - Cavicchi, aggiungendo: "Ci hanno portato via i passaporti e hanno cancellato filmati e fotografie dalla memoria di macchine e telecamere". Ufficialmente i quattro sono stati fermati perché in possesso di un visto turistico pur essendo a Cuba per motivi di lavoro. Gli agenti che hanno eseguito l'arresto sono stati "molto puntigliosi e rigidissimi", ma i giornalisti non segnalano episodi particolari.

Durissima la reazione dall'Italia. "Non c'è ragione alcuna che possa giustificare l'arresto dei quattro giornalisti italiani a Cuba. La galera e il bavaglio alla libertà di informazione ci fanno orrore sempre" hanno dichiarato in una nota Stefano Corradino e Giuseppe Giulietti di Articolo21, e Allilio Lugli, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Liguria, al quale è iscritta Cavo, ha commentato: "Il fermo dimostra ancora una volta l'ottusità di un potere, di qualunque colore politico sia, che vede nei giornalisti un obiettivo da colpire e non la vera risorsa che sola può garantire il diritto all'informazione".

"Siamo in costante contatto con l'ambasciata" dicono dalla Farnesina, che è riuscita a parlare con i giornalisti e ha avviato un'indagine per chiarire la vicenda con le autorità locali, mentre il direttore di Videonews Claudio Brachino ha ribadito: "Ilaria non ha fatto nulla di illegale. Ha realizzato interviste assolutamente lecite".

Stefano Cavicchi de Il Corriere ricostruisce l'arresto e parla della situazione a Cuba

I quattro infatti sono riusciti a parlare con Reiver Laborde Rico, come dimostra anche l'articolo di Pecile uscito oggi sul Messaggero Veneto e sul Piccolo. A quanto si legge, il giovane è tranquillo e al cronista ha dichiarato: "Io con il delitto non ho nulla a che fare. Non sono scappato a Cuba, ma sono tornato perché stava nascendo la mia seconda figlia. Lo avevo detto a tutti, anche alla mia titolare della sala giochi". Ma non solo. Rico ha anche detto che la sorella "è stata costretta a dire quelle cose" e che loro non c'entrano nulla: "E' opera di gente con le palle".

Aggiornamento 17.50 ora italiana

Sono liberi e non sono sottoposti ad alcun processo i quattro giornalisti fermati ieri a Cuba mentre indagavano sull'omicidio di Lignano. Lo comunica la Farnesina, che sta seguendo la vicenda da vicino ed è in attesa di conoscere le decisioni delle autorità cubane. Agli inviati sono stati sequestrati i passaporti e il materiale raccolto in loco.

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