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A Milano è al vaglio l'ordinanza anti-immigrazione

L'ordinanza anti-immigrazione varata dal Comune di Cittadella era già stata accolta nei giorni scorsi anche da altri 6 comuni della Brianza; adesso anche il comune di Milano, starebbe vagliando questa possibilità.

A dare l'ultimatum per l'approvazione è stata la Lega Nord che sostiene la giunta del sindaco di Milano, Letizia Moratti.
Se da una parte la Lega non usa mezzi termini:"O si fa un'ordinanza come a Cittadella o difficilmente approveremo il bilancio", aveva detto il consigliere Matteo Salvini, dall'altro la Moratti prende tempo affermando: "Stiamo valutando diverse ordinanze per capire quali risposte dare rispetto alle leggi nazionali ed europee". Ma a rafforzare la posizione della Lega interviene il vicesindaco di An, Riccardo De Corato, che spiega:"La direttiva Ue 38/2004 è stata recepita dallo Stato italiano lo scorso aprile, è una legge in vigore non c'è nemmeno bisogno di una ordinanza".

L'ordinanza in questione permette di negare la residenza agli stranieri comunitari (principalmente romeni e bulgari) in mancanza di un reddito minimo di 420 euro al mese e secondo i sindaci dei comuni che l'hanno approvata avrebbe già dato "risultati apprezzabili".

Negli ultimi mesi i provvedimenti come quello di Cittadella si sono diffusi a macchia d'olio, ma la posizione del Ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, rimane ferma: "La ricerca di un capro espiatorio da parte di amministratori che si sostituiscono alla polizia è un passo indietro nella civiltà del Paese e non risolve nulla. Se questa idea si affermasse a Milano, sarei spaventato nel constatare che l'ideologia che dieci anni fa era del solo Borghezio diventa patrimonio di tutto il centrodestra in una importante città del Nord".

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