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Aborto, Bonino: "Un dibattito strumentale su una non-emergenza"

La questione dell'aborto è senza ombra di dubbio uno dei temi più caldi di questi ultimi mesi. Da più parti è stato sferrato un duro attacco alla legge 194. Ha iniziato il giornalista Giuliano Ferrara che, dopo la moratoria sulla pena di morte, ha richiesto una moratoria anche per l'aborto e poi ha annunciato la sua candidatura nelle prossime elezioni politiche con la lista 'pro-life'. Nel dibattito è subito entrata anche la Chiesa, da sempre in lotta contro l'interruzione volontaria di gravidanza, poi è stata la volta del documento dei ginecologi secondo cui è dovere dei medici rianimare i neonati prematuri anche contro il volere della madre e, infine, sono arrivate le parole di Silvio Berlusconi per il quale l'Onu dovrebbe intervenire per "riconoscere il diritto alla vita".

La legge 194 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 22 maggio 1978. Sono quindi trascorsi ben 30 anni da quando la norma è entrata in vigore e, sebbene sul tema la Chiesa sia sempre intervenuta, un dibattito acceso e diffuso come quello a cui stiamo assistendo da qualche tempo è difficile da ricordare. Perché tanto clamore? Quali possono essere le ragioni? Nel tentativo di trovare una risposta a queste domande il settimanale 'L'Espresso' ha intervistato Emma Bonino, ministro del governo Prodi e deputato della Rosa nel pugno.

"La questione dell'aborto in Italia è una non-emergenza - ha affermato con forza la Bonino - la legge funziona, gli aborti diminuiscono. La ragione di un attacco alla 194 è un'altra. E non ha molto a che vedere con i diritti delle donne, con la maternità consapevole, con la salute. E, lasciatemelo dire, nemmeno con il diritto alla vita. Lo scopo è solo quello di fare una crociata ideologica per portare scompiglio, in particolare nel centrosinistra". Secondo il deputato della Rosa nel pugno si sta sollevando una "cagnara politica" attorno a una "provocazione pretestuosa" che non dovrebbe avere nulla a che fare con il dibattito politico. "Il tema dell'interruzione di gravidanza agita le coscienze individuali - ha sottolienato il deputato - è un tema serio e scomodo, soprattutto per noi donne. O c'è qualcuno che pensa davvero che le donne abortiscano come andare a fare la spesa? Che non sia ogni volta un dramma, un dolore indicibile? È sconcertante come non si tenga conto della sofferenza delle persone, delle difficoltà, ad esempio, di chi sceglie di interrompere una gravidanza, magari molto cercata, perché il feto è malformato".

Secondo la Bonino è necessario il rispetto. "In Italia ci sono credenti, non credenti e diversamente credenti - ha detto il ministro - e il ruolo della politica è quello di trovare le regole in cui ognuno, senza prevaricare, esprime la propria responsabile libertà. Io non credo che sia scomponibile il binomio democrazia e laicità: la democrazia se non è laica non è democratica".

L'augurio della Bonino è che non si inventino emergenze che non sono tali e che la politica non insegua "agende fissate da altri senza curarsi di quelli che sono i problemi urgenti aperti e non risolti dei nostri giorni". Il ministro si rivolge poi anche ai cittadini italiani che spera "sappiano giudicare chi queste convinzioni non è disposto a barattare in cambio di seggi e poltrone ma prova a farle crescere nel Paese e a determinare le grandi conquiste civili e politiche in grado di equiparare l'Italia agli standard degli altri Paesi europei".

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