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Aborto, in Spagna stop alla libertà di scelta: femministe e sinistra sul piede di guerra

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Il governo di centrodestra di Mariano Rajoy ha scelto la linea dura sull'aborto, come promesso in campagna elettorale dai candidati del Partito Popolare. Nessuno spazio per mediazioni col mondo laico, nella nuova disciplina licenziata dal Consiglio dei Ministri dell'esecutivo in carica, nonostante la forte opposizione incontrata in Parlamento e nelle piazze in queste ore.

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D'ora in poi, secondo la legge scritta dal legislatore iberico andando incontro alle richieste del fronte pro-life che va dalle gerarchie ecclesiastiche ad alcuni settori della politica tornati a recitare un ruolo di primo piano dopo la parentesi di Zapatero, sarà possibile interrompere la gravidanza solo in casi limitati, come la violenza sessuale e i gravi rischi per la vita della donna.

Tempi e modi per esercitare quello che fino a ieri era un diritto vengono così ridotti, con un giro di vite che inevitabilmente ha messo in allarme associazionismo laico e forze politiche di area progressista, sul piede di guerra dopo l'annuncio del primo ministro spagnolo.

Sono in molti a ritenere questo provvedimento "un passo indietro di vent'anni" in grado di riportare la Spagna ai tempi del franchismo, quando norme di stampo oscurantista regolavano il tema dei diritti civili comprimendo fortemente la sfera della libertà di milioni di donne attraverso divieti invalicabili non solo in materia di aborto.

Rispetto alla disciplina previgente alla legge pro-choice di Zapatero, in effetti sono poche le differenze, quasi esclusivamente rappresentate dalla mancanza di una pena reclusiva per l'interruzione della gravidanza, prevista in base alle regole introdotte nel 1985. Anche l'obbligo del consenso dei genitori per le minorenni intenzionate a optare per l'aborto, peraltro, è tornato in vigore esattamente come nel vecchio ordinamento.

Tra i tanti motivi che hanno spinto ieri migliaia di cittadini a manifestare contro il Governo ed in particolare contro il ministro della Giustizia Gallardòn, c'è il timore che da qui ai prossimi anni in Spagna si chiudano le porte degli ospedali pubblici e privati a persone in difficoltà, che potranno essere costrette a ricorrere a pratiche clandestine o a recarsi all'estero per abortire.

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