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Aborto San Camillo, dopo l'esclusiva di Excite.it a Terra parla la vittima. A rischio archiviazione il caso dello scorso anno

  • Mediaset

di Giuseppe Candela

Lo scoro 23 ottobre noi di Excite.it vi abbiamo raccontato in esclusiva assoluta un caso di malasanità avvenuto all’Ospedale San Camillo di Roma. Stefania M. lo scorso agosto dopo aver preso la difficile decisione di abortire si sottopone all’intervento ma dopo dieci giorni scopre che il feto non era stato asportato. La donna ora sotto shock denuncia e la Procura di Roma apre un’inchiesta, l’Ospedale si difende attraverso le parole del direttore generale del San Camillo, Aldo Morrone: “Esprimo a nome di tutto l'ospedale la vicinanza al dolore della signora. Purtroppo sono eventi avversi che possono accadere in base alla letteratura scientifica. Siamo fiduciosi nel lavoro della magistratura”. Una notizia (qui la ricostruzione della vicenda) che viene ripresa dalle agenzie di stampa, dai principali quotidiani e telegiornali inspiegabilmente senza citarci.

La vittima ha deciso di raccontare in televisione la triste vicenda e lo ha fatto ieri sera a Terra, il programma di Toni Capuozzo in onda su Rete 4. “La mattina del 26 agosto, dieci giorni dopo l’intervento, mentre dormivo mi sono sentita bagnata e mi sono svegliata in un lago di sangue quindi mi sono alzata e sono andata in bagno, sono entrata nella doccia ho iniziato a sciacquarmi e lì ho sentito scendere qualcosa, mi sono accorta che era la mia bimba che era rimasta lì e non l’avevano tolta. Ho iniziato a battere sul muro del bagno per iniziare a chiamare mio marito che entrato in bagno mi ha trovato lì, ero in ginocchio vicino al piatto doccia a cercare di capire che cosa fosse e perché era capitato proprio a me” racconta Stefania a Stella Pende.

Il racconto continua e la donna ripercorre la giornata dell’intervento: “Entro al San Camillo alle otto e quando è arrivato il mio turno mi hanno chiamato e mi hanno detto di accomodarmi in sala operatoria. L’accoglienza non è proprio calda in quelle strutture, prima di entrare in sala operatoria ero nel letto che piangevo e una delle persone che lavorano lì è venuta a dimi 'Che piangi, se ci hai ripensato vattene'. Sono entrata in sala operatoria e hanno fatto quello che dovevano”. Invece il proprio compito non è stato svolto nel modo giusto cosa capitata anche un anno e mezzo prima ad un’altra donna, ora però come ricorda l’avvocato di Stefania, Piergiorgio Assumma, quel caso rischia l’archiviazione: “E’ successo nel 2012, quindi un anno e mezzo fa, c’è una richiesta di archiviazione del caso. Un caso che assomiglia a grandi linee a quello di Stefania, quindi coinvolto lo stesso ente ospedaliero, la dinamica è molto similare e poi sicuramente sono casi in se per sé diversi però ci sono delle fortissime similitudini”.

L’avvocato Assumma che aveva già parlato in escluvisa ad Excite.it aggiunge: “I contenuti della nostra querela sono le esposizione dei fatti e altra documentazione a supporto per quanto poi sicuramente c’è una valutazione contraria, da quanto ho visto dagli organi di stampa, da parte delle dichiarazioni del direttore generale del San Camillo. Morrone ha detto che si tratta di casi di letturatura che rientrano in letteratura, a nostro avviso invece c’è un dato oggettivo al di là di quello che può accadere in letteratura o meno”.

Stefania, oscurata in volto, continua il suo racconto e le sue paure: “Visto tutto il sangue avevo paura di non farcela, mi sono spaventata anche perché ho una bimba e quindi pensavo che probabilmente non l’avrei rivista più. Sono salita in macchina e sono stata portata al Gemelli e lì mi hanno ricoverata subito e sono stato sottoposta subito a un nuovo raschiamento. I medici hanno trovato placenta con addirittura un pezzo di cordone attaccato, ho chiesto alla dottoressa del pronto soccorso 'Guardate bene, magari mi sono sbagliata, forse è un’altra cosa' e la dottoressa mi ha detto purtroppo di non essermi sbagliata.”

Ai microfoni di Terra parla Francesco Medici, medico del pronto soccorso e vice segretario Sindacato Medici Italiani : “Quello che è accaduto non doveva accadere anche perché la procedura presuppone un’ecografia dell’utero che dovrebbe escludere questo tipo di complicanze, è possibile anche che vi sia stato un momento di distrazione da parte del collega che tra l’altro è un collega poco esperto, è un collega sostituto. (…) Il San Camillo sta morendo perché mancando i medici e mancando la sostituzione dei medici che vanno in pensione di fatto si fa un taglio continuo al personale. Non vorrei che uno sbaglio, un presunto errore sia avvenuto perché magari quella collega aveva tanti altri pensieri oppure perché non era stata assistita da un collega esperto perché non c’era la possibilità di poterlo fare.” Noi continueremo a seguire l’assurda vicenda e continueremo ad aggiornarvi.

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