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Addio alla lingua italiana, sempre più usati gli acronimi

Gli acronimi stanno diventando sempre di più i protagonisti della nostra lingua. A volte non pronunciamo o scriviamo un'intera frase senza inserirli. Sul dizionario della lingua italiana si legge: 'Acronimo: nome costituito dalla lettera o dalle lettere iniziali di una o più parole'. E proprio queste brevi 'parole' si sono ormai inserite a pieno titolo nella lingua italiana.

Come evidenziato da Repubblica, ogni settore ha i suoi acronimi, dall'economia alla finanza, dal sindacalismo alle forze armate, dai servizi di sicurezza al mondo accademico, dallo sport ai media.

Ma anche un altro fenomeno sta prendendo sempre più piede, ossia quello chiamato 'inizialismo', con il quale si intende l'abitudine di dire le cose usando solo le iniziali. Un'abitudine sempre più diffusa, in particolare nelle e-mail e nei messaggini che così tanto di frequente ci si scambia tramite cellulare.

Sembra che l'esigenza predominante sia comunicare più in fretta, risparmiando spazio e tempo. Gli acronimi hanno radici lontane, basta pensare ai celebri 'Inri' e 'Spqr', ma il loro uso oggi si è fatto forse eccessivo. E ad abbondare di acronimi non è solo la lingua italiana. Il fenomeno è a carattere universale. Come dovrebbe essere per tutte le cose, bisognerebbe sempre mantenere la giusta misura. Passi, dunque, la necessità di risparmiare tempo e spazio, purché non si vada a stravolgere la propria lingua rischiando, senza tante esagerazioni, di dimenticarla.

Foto: cantosirene.blogspot.com

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