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Adeline M., educatrice sociale svizzera uccisa da stupratore che accompagnava in terapia

  • lematin.ch

E' finita nel peggiore dei modi la vicenda che teneva la Svizzera con il fiato sospeso da giovedì: Adeline M., giovane educatrice sparita insieme a Fabrice Anthamatten, stupratore condannato a dieci anni di carcere che stava seguendo una terapia presso un centro ippico, è stata ritrovata morta. Il corpo della donna, che aveva 34 anni ed era diventata mamma da 8 mesi, era dentro a un sacco a Versoix, piccolo comune che si affaccia sul lago di Ginevra.

La notizia ha suscitato grande dolore in Svizzera e soprattutto ha acceso un infuocato dibattito sul fatto che a seguire un condannato a dieci anni di carcere per stupro fosse una giovane donna. Vincent Spira, ex Presidente degli ordine degli avvocati elvetici, al giornale Le Matin ha definito il fatto "davvero inconcepibile", domandando: "Come si può far uscire dal carcere uno stupratore pericoloso insieme a una donna, anche se questa è una educatrice sociale professionista?". "Sarebbe stato più logico che il detenuto fosse accompagnato da un uomo", ha concluso Spira.

Stando alle notizie diffuse da lematin.ch, Fabrice Anthamatten, che stava scontando una pena per violenza sessuale nel carcere ginevrino di Champ-Dollon, era entrato in un programma di riabilitazione che prevedeva visite periodiche a un centro ippico in compagnia di una guida. Un istituto che "funziona particolarmente bene", ha dichiarato Spira, augurandosi che dopo quanto accaduto non sia costretto a chiudere: "Molti dei miei clienti ci sono stati e le loro condizioni sono migliorate in un modo che nessuno avrebbe mai immaginato", ha concluso l'uomo.

Tuttavia, è innegabile che nella catena di cause che ha portato alla tragica fine di Adeline ci sia stata più di una 'leggerezza'. Un avvocato che ha chiesto di rimanere anonimo ha spiegato a Le Matin che la casa circondariale di Champ-Dollon è specializzata nel recupero dei detenuti e che se Anthamatten ha avuto il permesso di uscire per la terapia "qualcuno ha stabilito che non mostrava più segni di pericolosità". "Ma chi ha preso la decisione?", è la domanda dell'avvocato, che ha concluso amaramente: "Prima o poi lo sapremo. E capiremo anche perché la giovane educatrice sociale è stata lasciata sola con lo stupratore".

Intanto in Svizzera è caccia all'uomo. Anthamatten ha fatto perdere le sue tracce nella regione di Basilea, al confine tra Svizzera, Francia e Germania, dopo essere stato visto per l'ultima volta nei pressi della stazione. A braccarlo la polizia dei tre Stati, che ha diffuso anche un identikit, chiedendo alla popolazione di collaborare e di fare attenzione, perché lo stupratore potrebbe essere armato. Secondo quanto riporta lematin.ch, la mattina di giovedì, poco prima di sparire, Adeline e Anthamatten sono infatti stati visti insieme in un negozio, mentre compravano un coltello per la cura degli zoccoli dei cavalli. Per l'educatrice un modo per aiutare il suo assistito, per l'uomo nient'altro che un'arma.

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