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Adozioni gay: sì della Corte Europea a una lesbica

In Francia anche una coppia gay potrà adottare un bambino. Lo ha stabilito la Corte Europea dei diritti dell'uomo che con una sentenza ha permesso ad un'insegnante francese di scuola materna, dichiaratamente lesbica, di adottare un bambino.

La donna su cui si sono espressi i giudici di Strasburgo, dal 1990 viveva con una compagna, di professione psicologa, in una località del dipartimento francese del Giura e si era vista rifiutare la domanda di adozione. Rifiuto motivato dalla giustizia locale essenzialmente dalla mancanza della figura paterna e dall'ambiguità della compagna della donna che sembrava non essere interessata all'adozione.

L'insegnante cominciò una battaglia legale terminata oggi, davanti ai giudici della Corte Europea, che nel suo caso, hanno riscontrato la violazione dell'articolo 14 (divieto di discriminazione: sesso, razza, colore, lingua, ect.) e dell'articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) della Convenzione Europea dei diritti dell'uomo. Le autorità francessi dovranno inoltre versare, all'insegnante, una somma di 10 mila euro come risarcimento del danno morale.

Igiudici di Starsburgo, avendo riconosciuto alla donna il diritto di adozione, hanno sottolineato che "il diritto francese autorizza l'adozione di un bambino da parte di un single, aprendo così la strada all'adozione da parte di una persona omosessuale".

Il 'Code Civil' francese non si pronuncia sulla necessità della presenza maschile per i procedimenti di adozione. Resto il fatto, come fanno notare gli stessi giudici, che la Francia non dovrà modificare la sua legislazione per adeguarsi alla sentenza di Strasburgo, ma piuttosto reinterpretare la norma vigente.

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