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Adriano Celentano chiede la grazia per Fabrizio Corona. Lettera a Napolitano: "Perché infierire?"

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Un atto di clemenza nei confronti di Fabrizio Corona, detenuto al carcere milanese di Opera dopo una condanna esemplare da parte del tribunale di Milano: è quello che chiede al Presidente della Repubblica, in una lettera pubblicata sul suo blog, il cantautore Adriano Celentano.

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A distanza di poche settimane dall'editoriale di Marco Travaglio, condirettore del Fatto Quotidiano esperto in cronaca giudiziaria e non certo “imputabile” di ipergarantismo, per il popolare paparazzo finito al centro di una vicenda processuale lunga e dolorosa arriva un'altra importante attestazione di solidarietà, stavolta firmata da un volto noto dello spettacolo italiano.

Il Molleggiato si dichiara vicino a chi, come appunto Corona, sicuramente “ha sbagliato facendosi prendere dalla voglia di arrivismo per poi vedersi assegnata dai giudici milanesi una pena durissima e “spropositata rispetto agli errori commessi”, alla luce di una serie di considerazioni dal particolare al generale e di un senso cristiano del perdono.

Caro Presidente, si legge nell'accorato messaggio inviato da Adriano Celentano al Capo dello Stato, “Lei può aggiustare i passi di coloro che sbagliano” e quindi “chiedo solo un po' di pietà e di concedere la grazia a quel ragazzo”, cioè Fabrizio Corona, “nel Male ha agito bene”.

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Il riferimento, arricchito dalla citazione evangelica, è al presunto ricatto portato avanti con estorsione nei confronti del calciatore francese David Trezeguet costato al fotografo dei vip diversi anni di condanna nonostante le attenuanti (per la difesa) della mancata pubblicazione, dietro pagamento di un compenso concordato, di scatti compromettenti per la reputazione personale del diretto interessato.

Nella stessa lettera, l'ex conduttore televisivo dimostra di aver studiato a fondo la vicenda giudiziaria del “re dei paparazzi precipitato negli abissi dell'illegalità al culmine di una carriera brillante da “uomo forte e rude che deve piacere alle donne e non piange mai” e pertanto prigioniero di un'immagine non veritiera costruita nel tempo per manterersi sulla cresta dell'onda ad ogni costo.

“Quando lo vedevo o sentivo parlare provavo sentimenti contrastanti ammette l'Adriano nazionale parlando dell'opinione coltivata fino a pochi anni fa in merito a questo personaggio dalle due facce, una irritante per la spavalderia” mostrata in pubblico e l'altra invece vulnerabile, al punto da suscitare “profonda tenerezza.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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