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Adro, un imprenditore ha donato 10mila euro per la mensa della scuola

I bambini delle scuole di Adro, in provincia di Brescia, i cui genitori non erano in grado di pagare le tariffe per la mensa, rischiavano di rimanere a digiuno. Nel paesino 12 bambini erano stati esclusi dal servizio della mensa scolastica perché le rispettive famiglie erano morose. Il sindaco leghista Danilo Oscar Lancini aveva deciso di interrompere il servizio per gli alunni della scuola materna ed elementare che non avevano pagato gli arretrati.

Adesso, però, la questione sembra essere risolta. Lunedì infatti è arrivato un bonifico da parte di un imprenditore che ha tirato fuori di tasca propria 10mila euro per coprire le spese arretrate e future del servizio mensa. Ma del benefattore non si conosce nome e cognome. Si sà che è un imprenditore agricolo, ma nulla di più. L'uomo ha chiesto l'anonimato e in una lettera inviata a Il Corriere della Sera ha spiegato il perché.

'Caro direttore, ringrazio il Corriere della Sera per lo spazio che mi ha dedicato - ha scritto il benefattore - Ho ricevuto tante richieste di interviste e di presentarmi in qualche trasmissione tv, ma ho detto di no per ribadire che con il mio gesto non cercavo alcun protagonismo. Chiedo il rispetto dell'anonimato, non per pudore o per paura, ma perché quello che penso su questo argomento è tutto scritto nel documento e credo che ci si debba occupare delle idee prima che delle persone. Se interessa il tema della solidarietà rivolgetevi a tutti quelli che danno gratuitamente una cosa più importante dei soldi che è il loro tempo. E sono tanti e in silenzio. Inoltre, nel documento che ho lasciato nel mio Comune mi riferivo alla politica locale che conosco e in particolare parlando del segretario intendevo il segretario di Adro. Se qualcuno ritiene che alcune considerazioni hanno valenza generale sono sue legittime deduzioni. Non iscrivetemi nel gruppo dei soloni che hanno in tasca la soluzione dei problemi del mondo'.

Le Acli, che insieme alla Cgil e alla Federconsumatori sono intervenute nella vicenda, hanno inviato alla redazione di quiBrescia.it la lettera che ha accompagnato la ricevuta di pagamento giunta all'amministrazione municipale. Nella missiva si legge: 'Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film 'L'albero degli zoccoli'. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato soldi per vivere bene. E' per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica'.

Nella lettera, l'anonimo imprenditore ha anche voluto spiegare di non essere comunista. 'Alle ultime elzioni ho votato Formigoni - ha scritto l'uomo - ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona'. Il benefattore ha però aggiunto: 'Vedo una crescente insofferenza verso chi ha di meno... Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l'asticella dell'intolleranza di un passo all'anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi... Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo?... Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo... Vorrei sentire i miei preto 'urlare', scuotere l'animo della gente, dirci bene quali sono i valori... Ma dov'è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare 'partito dell'amore'. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l'Italia... Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende il comune per non trovare i fondi per la mensa?'.

E' una lunga lettera quella dell'imprenditore che ha voluto l'anonimato, una lettera che si chiude così: 'Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo'.

Ma, come fatto sapere da quiBrescia.it, a quanto pare il gesto dell'anonimo imprenditore non è piaciuto ai genatori dei bambini di Adro. Martedì mattina, infatti, è arrivata in Comune una una petizione firmata da circa 200 genitori di allievi della materna e dell'elementare, i quali si sono lamentati con il sindaco scrivendo: 'Tutti risentiamo della crisi e tutti facciamo sacrifici. Non siamo un ente assistenziale, facciamo fatica anche noi a far quadrare i conti, ma è un dovere pagare un servizio che ci viene fornito'.

 (foto © LaPresse)

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