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Afghanistan, marine colto da raptus: fa strage di civili

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16 civili afghani, per lo più donne, anziani e 9 bambini, sono stati uccisi da un soldato americano che ha aperto il fuoco alle 3 di notte tra il 10 e l'11 marzo in un accampamento in Afghanistan, colto da un raptus di follia. Il sergente americano è entrato in tre case di due villaggi, nella provincia meridionale di Kandahar, ed ha cominciato a sparare all'impazzata.

Il marines dopo aver ucciso i civili, avrebbe appiccato il fuoco, dando alle fiammi i corpi. Un giornalista dell'Afp dopo aver visitato i villaggi della strage racconta: "Sono entrato in tre case e ho contato 16 morti, inclusi bambini, donne e uomini anziani. In una delle abitazioni c'erano i corpi di dieci persone, fra cui donne e bambini, che erano stati tutti uccisi e bruciati in una stanza. Un'altra donna invece giaceva morta all'entrata della casa. Sono stati uccisi e bruciati. Ho visto fra i cadaveri almeno due bambini di età fra i due e i tre anni, che erano stati bruciati".

A molte ore dalla strage spuntano testimonianze secondo cui il soldato autore della carneficina non sarebbe stato un solo come finora sostenuto da Washington. Secondo il racconto di alcuni funzionari anonimi del Governo afghano sarebbe stato ma un gruppo di militari Usa ubriachi a sparare sui civili inermi. Haji Samad, abitante di uno dei due villaggi colpiti, ha parlato di "soldati ubriachi che sparavano all'impazzata ed hanno versato liquido infiammabile sui corpi e tentato di dargli fuoco".

Il Presidente afghano Hamid Karzai parla di "omicidi intenzionali" e "quando afghani vengono deliberatamente uccisi dalle forze americane, si tratta di azioni di omicidio e terrore, azioni imperdonabili". La sparatoria si è verificata tre settimane dopo che le truppe americane hanno dato alle fiamme delle copie del Corano in Afghanistan, provocando forti proteste in cui hanno perso la vita 30 persone.

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