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Aggressione metro Roma, Alessio Burtone finisce in carcere

Alessio Burtone, il ragazzo 20enne che lo scorso 11 ottobre ha aggredito l'infermiera Maricica Hahaianu causandone la morte, è stato portato nel carcere di Regina Coeli. Burtone è accusato di omicidio preterintenzionale. L'ordinanza nei confronti di Burtone è stata emessa per pericolo di fuga e di inquinamento delle prove. All'arrivo dei carabinieri, sotto casa del ragazzo si è radunata una folla che ha cominciato ad urlare: 'Alessio uno di noi', 'Alessio libero'.

Alcune immagini di Maricica Hahaianu

Maricica è deceduta venerdì scorso al Policlinico Casilino dove è arrivata in coma in seguito al pugno sferrato da Burtone alla stazione della metropolitana di Anagnina a Roma. Il colpo ha fatto cadere la donna che ha violentemente sbattuto la testa a terra. Dopo l'arrivo in ospedale, si è sperato in un miglioramento, ma in breve tempo le condizioni dell'infermiera si sono aggravate e per Maricica non c'è stato più nulla da fare.

Il video shock dell'aggressione di Alessio Burtone a Maricica Hahaianu

Intanto ieri sono stati resi noti i risultati dell'autopsia. La morte dell'infermiera romena è stata causata da un profondo trauma cranico alla nuca, dovuto alla caduta. La donna, inoltre, presentava un'escoriazione sotto il labbro sinistro. Tra un mese alla Procura verranno consegnati i risultati finali.

Le fasi della vicenda

L'avvocato di Burtone ha spiegato che il ragazzo è 'sereno e pronto a rispettare la decisione del Gip'. A quanto pare il giovane ha detto: 'Se tornassi indietro mi farei menare ma non alzerei più le mani in vita mia'. Il legale ha poi aggiunto: 'Ci saranno poi le sedi legali opportune per dire qualcosa'.

L'avvocato ha poi riferito che il loro consulente medico legale, che ha assistito all'autopsia, ha rilevato sul volto della donna solo una piccola escoriazione, un centimetro per 0,3 al labbro inferiore, e nessuna frattura interna. Ciò vorrebbe dire che non si può parlare di un pugno violento, ma piuttosto di una manata. Il legale ha sottolineato: 'La donna è morta, quindi saranno gli esiti della perizia medico legale a chiarire la causa della morte'.

Nel frattempo l'avvocato della famiglia di Maricica, Alessandro Di Giovanni, ha spiegato che i familiari vogliono sapere 'tutto ciò che ha subito la loro cara, dall'aggressione, alla morte, per una loro serenità d'animo'. Il legale ha affermato: 'Ai familiari era stato quasi detto che le cose andavano bene, si era ripresa, c'era un miglioramento. Loro ora non condannano nessuno, non ce l'hanno con i medici ma aspettano l'autopsia per far chiarezza, hanno bisogno di riacquistare un minimo di serenità interiore'.

 (foto © LaPresse)

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