Excite

Agrigento, pedofilo esce dal carcere e abusa di una bimba

Condannato a sei anni e quattro mesi per aver stuprato tre sorelline di Aragona, Vincenzo Iacono ha trascorso in carcere un solo anno e, tornato in libertà con il solo obbligo di firma, giovedì scorso ad Agrigento ha stuprato una bambina di quattro anni affidatagli da una parente lontana. La vittima ha poi raccontato tutto alla mamma che è corsa in caserma a denunciare l'uomo. Il pedofilo, un pizzaiolo di 45 anni, è stato arrestato venerdì notte dai carabinieri e messo in cella di isolamento per paura di ritorsioni da parte degli altri detenuti.

Il ministro della Giustizia Luigi Scotti ha chiesto al procuratore generale un "rapporto circostanziato per conoscere le modalità disposte in via cautelare a seguito della scarcerazione e per conoscere i motivi del ritardo per un giudizio da farsi ragionevolmente in tempi brevi, data la gravità dell'imputazione, i precedenti e il pericolo di reiterazione che si è puntualmente realizzato". Il Guardasigilli ha, inoltre, annunciato l'invio degli ispettori. Il procuratore di Palermo, Salvatore Celesti, ha nel frattempo fatto sapere che alla procura generale non è ancora arrivata alcuna richiesta da parte del ministro della Giustizia. "Appena verremo investiti della questione - ha detto Celesti - chiederemo al procuratore di Agrigento di inviarci una relazione dettagliata sulla vicenda. In ogni caso faremo tutte le indagini necessarie, per accertare se ci siano responsabilità disciplinari dei magistrati che si sono occupati della vicenda".

Il presidente dell'ufficio dei gip di Agrigento Luigi Patronaggio, inoltre, ha detto che avvierà un'inchiesta interna per capire se ci sono stati ritardi all'interno del suo ufficio. "Con certezza posso dire - ha aggiunto Patronaggio - che l'imputato è arrivato al processo già libero. Il problema è che le norme fissano termini di custodia cautelare probabilmente troppo brevi".

Sulla vicenda è intervenuto anche il leader del Partito Democratico Walter Veltroni. "Non e' possibile - ha detto Veltroni - che chi ha compiuto un reato e lo ha reiterato, soprattutto un reato di questa assoluta disumanità, possa continuare a compierlo. Penso che chi ha avuto una condanna anche al primo grado di giudizio per un reato di questo tipo dovrebbe stare almeno agli arresti domiciliari. Credo che per questo tipo di reati le pene debbano essere inasprite: ci vuole la mano dura dello Stato. Mi auguro che presto in Parlamento possano essere approvate norme più severe contro la pedofilia".

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016