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Albinia alluvione, gli aggiornamenti dalla Maremma

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Un autunno tragico per la Toscana: il maltempo degli ultimi giorni ha messo in ginocchio la Maremma. L'epicentro del disastro è Albinia, frazione del comune di Orbetello, in provincia di Grosseto, sulla costa tirrenica. Su un paese di poco più di 2500 anime, la stragrande maggioranza è rimasta isolata in case sommerse dall'acqua e dal fango, con i soccorsi costretti a portare assistenza e generi di prima necessità attraverso imbarcazioni come gommoni e motoscafi. Questo perchè il paesaggio si presenta come un'immensa palude di fango, come ai tempi del fascismo, prima che le tere fossero bonificate.

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Sono oltre 2000 i cittadini rimasti senza energia elettrica, acqua e gas nel centro abitato di Albinia: in queste ore saranno installati generatori di corrente. Intanto le vittime del maltempo sono salite a cinque con il tragico incidente che lunedì ha coinvolto tre dipndenti dell'Enel di ritorno a Marsiliana, nel Comune di Manciano, da un corso di formazione svolto a Roma: la loro auto è stata inghiottita da una voragine e trascinata nel fango. La Procura di Grosseto ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo, un atto dovuto che permetterà alla magistratura di indagare ed appurare le cause del crollo sul ponte sull'Albegna, che ha causato la morte dei tre lavoratori. Il bollettino dei dispersi è salito invece a sei persone.

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Gli sfollati ad Albinia crescono di ora in ora: si tratta di oltre 800 persone, molti sono rifugiati nel palazzetto dello sport di Orbetello in attesa di una sistemazione presso familiari o alloggi di fortuna. Alcuni abitanti hanno messo a disposizione i piani alti delle loro case per accogliere persone impossibilitate a rientrare nelle loro abitazioni. La Protezione Civile e i Vigili del Fuoco hanno allestito un centro di accoglienza ad Albinia per accogliere gli sfollati e fornire loro almeno brandine e bagni chimici, insieme ad una mensa che possa garantire pasti caldi. Due tendoni saranno installati nei pressi della chiesa cittadina: in uno di questi sarà allestito un centro operativo di Vigili del Fuoco e Protezione Civile, cui gli abitanti potranno rivolgersi per informazioni e richieste di aiuto. Intanto la popolazione si rimbocca le maniche e, scope in mano, prova a ripulire gli edifici e le strade dal fango, che in alcun casi ha completamente sommerso le abitazioni tanto da costringere gli abitanti a rifugiarsi sui tetti.

Intanto il maltempo va attenuandosi attenuato e l’acqua nella zona di Albinia comincia a defluire, in attesa di poter azionare le pompe idrauliche per ripulire la città. Sul territorio di Albinia sono presenti circa un centinaio di volontari delle Misericordie toscane (ed altri sono in arrivo), che stanno procurando viveri e generi di prima necessità alle abitazioni isolate. A rendere difficili i soccorsi è la viabilità completamente disastrata. L'Aurelia, percorsa solo dai mezzi di soccorso, è ancora chiusa e non sarà possibile riaprila nelle prossime ore: le campagne intorno al centro abitato di Albinia sono state raggiunte nelle ultime ore attraverso le imbarcazioni. Anche la linea ferroviaria tirrenica Pisa-Roma è interrotta nel tratto Grosseto-Orbetello.

Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, ha chiesto ed ottenuto il sostegno dell'esercito. Poi ha rivolto un appello direttamente al governo e al premier Mario Monti: "La Toscana è abituata a fare da sola ma questa volta chiediamo un aiuto vero. Chiedo che nella Legge di stabilità ci sia una norma che assicuri alla Toscana 50 milioni di euro l'anno per 10 anni per la messa in sicurezza contro il rischio idrogeologico e idraulico".

Sulla sciagura è intervenuto anche il capo della Protezione Civile Gabrielli, che ha sottolineato come l'unica grande opera di cui ha bisogno il nostro Paese è un grande programma di manutenzione ordinaria e messa in sicurezza del territorio, perchè non si debbano piangere vittime ad ogni ondata di maltempo. "L'unica cosa da fare è investire in un programma serio" che permetta "a questo paese di non cadere a pezzi più di quanto stia cadendo". Il problema, denuncia Gabrielli, è che le piogge eccezionali di questi ultimi giorni "hanno impattato su un territorio dove la fragilità è nota e arcinota e dove si è costruito dove non si doveva costruire". La mancanza di risorse non può essere "un alibi" per non investire sulla sicurezza ambientale: "Bisognerebbe mettere mano agli errori del passato - ha concluso Gabrielli - avendo però il coraggio di stoppare gli errori del presente e del futuro. Perché se si continua con politiche di occupazione del suolo indiscriminate, allora non solo non si mette in sicurezza quello che è il frutto del passato, ma si continua a perpetuare comportamenti".

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