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Alcoa, allarme bomba: ma è un falso ordigno

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Un gesto dimostrativo. Il pacco sospetto ritrovato questa mattina alla base di un traliccio della Tetra, vicino allo stabilimento Alcoa a Portovesme, si è rivelato un finto ordigno, privo di detonatore, ma è comunque "segno dell'esasperazione di un territorio", come ha detto ai giornalisti l'operaio Alcoa e sindacalista della Cgil Bruno Usai. E gli inquirenti sono d'accordo: la falsa bomba che per tutta la mattina ha tenuto in apprensione le autorità è il segnale di una situazione al limite.

Alcoa, trovati otto candelotti di dinamite. Il video con le prime immagini

L'allarme era scattato questa mattina, poco dopo le 9.15, quando una donna con un lieve accento straniero, con due telefonate anonime all'Ansa e al gruppo Unione Sarda, aveva avvisato della presenza di un pacco esplosivo collocato sotto un traliccio che trasporta l'energia elettrica dalla centrale Enel di Portovesme adiacente allo stabilimento Alcoa al resto della penisola. Un'informazione che aveva immediatamente fatto scattare l'allarme, con l'arrivo sul posto delle forze di polizia e degli artificieri.

La 'bomba', costituita da otto candelotti di dinamite divisi in due gruppi da quattro, sembrava innescata e pronta a esplodere, ma dopo una ricognizione da parte degli specialisti è apparso chiaro che si trattava di un finto ordigno: i fili elettrici che uscivano dai pacchi non erano collegati ad alcun detonatore ed erano invece pieni di mastice, una sostanza non pericolosa. Escluso l'attentato dinamitardo, la Digos di Cagliari sta indagando per scoprire gli autori del gesto, in uno stato di massima allerta: "E' comunque un brutto segnale", hanno infatti commentato gli investigatori.

Il segretario della camera del Lavoro di Cagliari, Roberto Puddu, intervistato sull'accaduto ha escluso categoricamente il coinvolgimento degli operai dell'azienda: "I lavoratori Alcoa non c'entrano nulla. Nelle nostre lotte e proteste creiamo disagi, ma sempre nell'ambito della correttezza" e della stessa opinione si è mostrato il segretario provinciale della Fim-Cisl del Sulcis, Rino Barca, che ha detto che la strategia delle bombe "non appartiene alla storia e alla cultura dei lavoratori dell'Alcoa". "Siamo sicuri del senso di responsabilità dei lavoratori dell'Alcoa, che isoleranno qualsiasi eventuale tentativo di drammatizzazione, che sarebbe fuori luogo perché è importante trovare una soluzione", ha concluso il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti.

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