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Alcoa: "Chiusura vicina". Operai scendono dal silos

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Gli operai che lo scorso martedì si sono barricati a 70 metri di altezza su uno dei silos dello stabilimento Alcoa di Portovesme sono scesi oggi pomeriggio dopo quattro giorni di eclatante protesta contro la chiusura dell'azienda. All'origine della decisione le precarie condizioni di salute di uno di loro, malato di cuore, che aveva già accusato dei disturbi nei giorni passati. Una volta a terra, comunque, tutti hanno dichiarato che saranno presenti il 10 settembre a Roma, alla grande manifestazione organizzata dai sindacati.

Alcoa, operai si barricano sul silos. Passera vede nero

La 'smobilitazione' è coincisa con la diffusione da parte di Alcoa di un comunicato ufficiale per smentire le molte voci circolate in questi giorni su un ipotetico compratore per la fabbrica dell'alluminio, ma non è stata una conseguenza, nè un segno di resa. Sindacati e Rsu hanno infatti deciso di inasprire la lotta, proclamando uno sciopero di 24 ore per lunedì e annunciando il blocco degli straordinari per tutti i lavoratori, diretti e dipendenti da aziende in appalto.

Vero è, comunque, che la nota diramata oggi da parte dei vertici di Alcoa non lascia grandi speranze sul futuro dell'azienda e spiega anche il pessimismo manifestato dal ministro Passera nei giorni scorsi. "Dal 1° agosto non abbiamo ricevuto nessuna nuova e concreta manifestazione di interesse da parte di potenziali acquirenti dell'impianto Alcoa di Portovesme" si legge nel comunicato, che continua spiegando che il processo di vendita messo in atto dalla proprietà "è stato accurato e corretto" con continui "aggiornamenti sui nostri progressi nel corso di riunioni con tutte le parti interessate".

Dopo che l'elenco si è "ridotto a solo due aziende, che hanno poi dato indicazioni preliminari scritte di interesse" arrivate entrambe a giugno, continua Alcoa nella nota, una delle offerte è stata rifiutata perché le condizioni poste "erano irrealistiche in materia di fornitura di energia e troppo costose", mentre l'altra (quella di Glencore, presumibilmente) è stata portata avanti fino al 31 di agosto, ma poi il processo è fallito prima di "arrivare alla stesura di una lettera di intenti".

Gli operai Alcoa scendono dal silos, il video

Di qui la decisione di iniziare lo spegnimento degli impianti e l'impegno da parte dell'azienda, una volta concluso il processo, di provvedere "alla corretta manutenzione dello smelter, così che sia pronto a essere riavviato da un altro operatore, nel caso si facesse avanti". "Manterremo lo smelter in questa condizione per un altro anno" conclude Alcoa, " e continueremo a impiegare i nostri dipendenti fino alla fine del 2012". Fino al 10 settembre, data del previsto incontro al Ministero dello Sviluppo economico, l'azienda ha comunque garantito che procederà allo spegnimento di singole celle e non di blocchi, dopodiché fermerà l'attività delle 85 celle elettrolitiche in funzione.

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