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Aldo Busi contro Travaglio: "Lucio Dalla aveva condotta omofoba, la stessa privacy per Berlusconi"

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di Simone Rausi

Scoppia la querelle tra Aldo Busi e Marco Travaglio. Il primo, collaboratore del giornale diretto dal secondo, se ne va sbattendo la porta e promettendo di non scrivere mai più per le colonne de “Il Fatto Quotidiano”. La scintilla che ha acceso la miccia? L’omosessualità di Lucio Dalla.

Le frasi più belle di Lucio Dalla

Travaglio ha infatti scritto un lungo editoriale dove ha difeso a spada tratta la scelta del cantante di non rendere nota la sua sessualità. Il giornalista scrive: “Ho sempre pensato che ciascuno, della sua vita privata, dev’essere libero di fare ciò che vuole: vuole trasformarla in un fatto pubblico e darla in pasto al suo pubblico? Liberissimo, anche se a me non piace. Vuole separarla nettamente dalla sua immagine di artista e custodirla nello suo scrigno più intimo? Liberissimo, e questa per me è la scelta migliore”. Poi, prima di definire Lucio Dalla un “onnivoro” aggiunge: Dalla poi non era un gay. Aveva avuto amori per donne e per uomini […] Iscriversi alla categoria del “cantante gay” (come a quella di “cantante etero”, o “bisex”) avrebbe immiserito il suo essere tutto e di tutti […]Personalmente, gli sono grato di non aver mai voluto circoscrivere l’amore con nomi, cognomi, generi e altre gabbie. E di averci risparmiato, almeno lui, il rito tragicomico del coming out a favore di telecamera dalla D’Urso o dalla Bignardi”.

Aldo Busi, irritatissimo, invia una lettera scritta di suo pugno a Dagospia e allo stesso Fatto Quotidiano. Nello scritto, il giornalista dichiaratamente gay, spara a zero su Dalla e boccia la sua condotta come “furbesca, miope, tenebrosa, omofoba e angosciante”. Busi sottolinea quanto l’atteggiamento di Dalla sia stato disastrosonon solo per la crescita civile e culturale della nazione ma persino per il suo compagno di una vita, spacciato in chiesa durante le esequie per suo fedele collaboratore, il quale, in mancanza di un testamento, è stato privato di ogni diritto di successione patrimoniale - elemosine a parte, forse”. Lucio Dalla viene dipinto dal giornalista come un individuo “propalatore di marcette populiste, omosessuale e rinnegatore di se stesso, ma non certo a letto”. Poi parte l’affondo contro Travaglio e l’etica del giornale.

Busi fa notare come “Questo diritto alla privacy sessuale però “il Fatto” non l’ha mai rispettato verso la sessualità di Silvio Berlusconi, seppure parimenti devastante su altri piani ma infinitamente meno immorale di quella di Dalla”. Poi arriva la stoccata finale: “Il Fatto non avrà l’anticipazione del mio nuovo romanzo come promesso” .

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