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Alessia e Livia Schepp, in Sardegna le gemelline scomparse nel 2011?

Potrebbero trovarsi in Sardegna o perlomeno esserci passate recentemente Alessia e Livia Schepp, le gemelline rapite nel 2011 dal padre, Matthias Schepp, e delle quali si sono perse le tracce in seguito al suicidio dell'uomo. A rivelarlo è il quotidiano l'Unione Sarda, secondo cui le due bambine avrebbero vissuto sull'isola in un campo rom.

Alessia e Livia: tutte le notizie sulle gemelline scomparse

In base alla ricostruzione del giornale, a riaccendere la speranza che le sorelline siano ancora in vita è stata la deposizione informale di un avvocato, che alcune settimane fa ha raccontato alla Procura di Cagliari quanto ascoltato casualmente in carcere da un suo assistito. Il detenuto avrebbe detto al legale di aver sentito alcuni nomadi parlare delle bambine, riferendo che "a giugno erano tenute in un campo rom" in Sardegna e fornendo al legale dettagli tali da rendere credibile la storia, come la collocazione stessa del campo, tra le province di Nuoro e Oristano.

Così, l'avvocato ha ritenuto opportuno informare la Procura e questa, di concerto con la Direzione distrettuale antimafia di Cagliari, ha deciso di aprire un fascicolo senza ipotesi di reato e senza indagati e di affidare l'indagine ai carabinieri del Ros, coordinati dal sostituto procuratore Alessandro Pili.

Dopo settimane di verifiche e appostamenti, mercoledì 25 settembre i militari hanno fatto scattare un blitz nel campo identificato come quello indicato dal detenuto, che però non ha portato ad alcun happy end: di Alessia e Livia, infatti, non c'erano tracce. Tuttavia, da quanto si apprende, le indagini proseguono, segno che - forse - una possibilità, seppure piccola, di ritrovare vive la gemelline c'è.

Delle due bambine non si più nulla dal 1° febbraio 2011, quando sono state viste per l'ultima volta da un testimone in un parcheggio di Marsiglia, insieme al padre e una donna misteriosa. Mathias Schepp dalla città francese sembrerebbe essersi imbarcato da solo su un traghetto per la Corsica, ma agli atti della polizia ci sono tre biglietti e la speranza, allora, è che l'uomo abbia risparmiato le sue figlie - magari affidandole proprio alla donna con cui è stato notato - e che non le abbia uccise per vendetta nei confronti della moglie, Irina Lucidi, come invece ha dichiarato di aver fatto nella sua lettera di addio.

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