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Alitalia indagata per frode per l'aereo fuori pista a Fiumicino

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Dopo l'iscrizione nel registro degli indagati per disastro e lesioni colpose del pilota e del co- pilota ai comandi del volo Carpatair finito fuori pista a Fiumicino lo scorso 1° febbraio, la Procura di Civitavecchia ha aperto un nuovo fascicolo, questa volta a carico di Alitalia. E l'accusa formulata nei confronti della compagnia di bandiera è di quelle che possono mettere in ginocchio la sua attività. L'ipotesi di reato, infatti, è di frode in commercio: ovvero, Alitalia venderebbe i biglietti Carpatair come suoi.

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La decisione di iscrivere anche il vettore nazionale nel registro degli indagati è arrivata a seguito delle deposizioni dei passeggeri del volo ATR 72 finito fuori pista la sera di sabato scorso, causando il ferimento di 16 persone, di cui due - una hostess e un turista - in modo grave. Dalle testimonianze sarebbe infatti emerso che tutti i passeggeri erano convinti di essere saliti su un aereo Alitalia, ignorando di essere invece a bordo di un mezzo della compagnia romena Carpatair.

L'inchiesta, aperta dal Procuratore di Civitavecchia, Gianfranco Amendola, e seguita dal pm Lorenzo del Giudice, in collaborazione con la polizia giudiziaria della Guardia di Finanza, dovrà dunque accertare se nelle procedure di vendita dei biglietti Alitalia vi sia dolo, ovvero se la compagnia di bandiera proponga ai clienti di viaggiare "comodo e sicuro" su uno dei vettori della sua aeroflotta - rispondenti agli standard di sicurezza e qualità previsti - con la consapevolezza invece che i passeggeri si ritroveranno a bordo di un velivolo delle romena Carpatair, salita al 'disonore' delle cronache per i continui problemi e guasti tecnici.

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Per sapere se davvero di frode si tratta bisognerà attendere l'esito delle prime verifiche, tuttavia la testimonianza di un passeggero Alitalia pubblicata oggi su La Repubblica dimostra che la compagnia è molto 'accorta' nel segnalare (poco) che anziché su un suo aereo si volerà su uno Carpatair. Alitalia, infatti, diversamente che per tutti gli altri vettori partner, indicati con il loro nome per esteso (per esempio Darwin, nel caso di quello svizzero che copre diverse tratte nazionali e internazionali), per la compagnia romena utilizza il codice Iata V3, non nominandola mai espressamente. Un escamotage che mette Alitalia al riparo da eventuali problemi e/o rimostranze, ma che effettivamente dà adito a diversi dubbi sia sulla sua buona fede che sulla sicurezza degli aerei Carpatair: se infatti non ci sono problemi, perché 'nasconderli'?

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