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Alluvione, Sardegna in ginocchio: 16 vittime accertate, un disperso. Politica sotto accusa

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Si è fermato ad un bilancio di 16 vittime, un disperso e qualche migliaio di sfollati, al termine di una giornata infernale, il tributo di sangue pagato dalla Sardegna al passaggio del ciclone Cleopatra, piombato su decine di centri abitati della regione col suo carico di morte e devastazione.

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Interi paesi risultano ancora completamente isolati, sia nei collegamenti viari che per le forniture idriche ed energetiche, mentre si lavora alacremente per mettere in sicurezza edifici e strade con l’obiettivo di tornare al più presto, laddove possibile, alla normalità.

Il ciclone Cleopatra devasta la Sardegna

L’acqua e il vento hanno martellato in particolare le zone di Olbia e varie frazioni del nuorese, dove si sono verificati gli episodi di maggiore gravità, ma l’evacuazione degli abitanti si è resa necessaria in diverse parti del territorio, con quasi tremila persone che al momento si ritrovano costrette ad affidarsi alle istituzioni nell’attesa (o in molti casi, nella speranza) di un possibile ritorno nelle proprie abitazioni.

Drammatiche le testimonianze raccolte da televisioni, radio e giornali nelle ore successive al disastro nelle principali aree colpite dalle bombe d’acqua e dalle raffiche di vento: sgomento e commozione nella comunità Arzachena per la scomparsa di un’intera famiglia brasiliana, coniugi e due figli, intrappolata all’interno di un seminterrato senza possibilità di difendersi dalla furia della natura.

A Uras, Torpè e in altre cittadine delle province di Olbia e Nuoro interessate dall’alluvione si piangono vittime e si contano i danni, con sindaci e amministratori all’opera per fornire assistenza e servizi essenziali, nella fase più dura dell’emergenza, alla cittadinanza. Sul fronte della politica, intanto, infuria la polemica a livello locale e nazionale, soprattutto in merito alla questione cruciale della messa in sicurezza del territorio e della lotta (rimasta, ad avviso di molti, sulla carta) all'abusivismo edilizio e quindi al dissesto idrogeologico delle zone a rischio della Sardegna ma non solo.

Dura la presa di posizione del M5S in Parlamento, dove al cordoglio espresso all’unisono dai rappresentanti del governo e della maggioranza ha fatto da contraltare l’atto di accusa del giovane portavoce 5 Stelle Alessandro Di Battista, il quale non ha esitato a mettere sul banco degli imputati l’intera classe politica regionale e nazionale per l’ennesima catastrofe ambientale avvenuta in Italia.

Bagarre anche sullo specifico punto dell’allarme dato alla popolazione, che secondo il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli è stata avvisata tempestivamente, nei limiti del possibile, sui pericoli in arrivo nelle varie zone a rischio della regione: “sulla Sardegna sono caduti 440 millilitri in 24 ore, la quantità di pioggia che nel nostro paese arriva in 6 mesi”, ha precisato alla stampa, il successore di Guido Bertolaso in risposta alle parole pronunciate dall’esponente "pentastellato". Enrico Letta ha intanto assicurato agli amministratori il massimo impegno in aiuto alla regione disastrata, garantendo da subito uno stanziamento di 20 milioni di euro a favore delle popolazioni dei comuni flagellati dall’alluvione.

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