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Amanda Knox e Raffaele Sollecito assolti, le motivazioni della Cassazione: "Errori investigativi, prove bruciate"

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di Simone Rausi

Nelle 52 pagine della sentenza che oggi la Cassazione ha depositato, ci sono tutte le motivazioni che hanno portato all’assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher. Alla base ci sarebbero mancanza di prove, errori nell’inchiesta, amnesie investigative e un eccessivo clamore intorno alla vicenda che avrebbe generato solo caos.

La sentenza di assoluzione di Raffaele Sollecito e Amanda Knox

Secondo quanto evidenziato dal rapporto delle Suprema Corte, le “defaillance investigative” (omissioni e imprecisioni) avrebbero impedito di delineare fin da subito un quadro di “tranquillante affidabilità” in merito alla colpevolezza o all’estraneità di Amanda e Raffaele. Secondo quanto si legge nella sentenza, inoltre, "L'inusitato clamore mediatico e i riflessi internazionali della stessa vicenda" non avrebbero giovato, anzi, avrebbero provocato una “improvvisa accelerazione delle indagini nella spasmodica ricerca di colpevoli da consegnare all'opinione pubblica internazionale“.

Le prove a carico dei due ex fidanzatini di Perugia sarebbero inconcludenti. I pc della Knox e di Meredith, che avrebbero potuto contenere materiale interessante dal punto di vista investigativo, sono stati “incredibilmente bruciati da improvvise manovre degli inquirenti”. Le tracce biologiche sarebbero talmente esigue da non poter essere rianalizzate. Inoltre, la mancata presenza di materiale organico di Raffaele o Amanda nella stanza dell’omicidio e sul corpo della vittima chiuderebbero il cerchio (sono invece state rinvenute numerose tracce riferibili a Rudy Guede, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere).

Le parole, messe nero su bianco, della sentenza, aprono quindi la strada a un riscatto a tutto tondo di Sollecito che adesso, pare stia già lavorando con i suoi legali ad una richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione. Giulia Bongiorno, avvocato di Raffaele, ha dichiarato: “La Cassazione conferma una volta di più che Raffaele Sollecito è stato processato per anni e tenuto in carcere da super-innocente. Queste parole prendono a bastonate gli errori compiuti nelle indagini".

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