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Amanda Knox in cella: lettere, nuove amiche, arrampicate sulle grate e preghiere

Amanda Knox è dal 6 novembre nel carcere delle Capanne, a Perugia. L'accusa è quella di concorso in omicidio e violenza sessuale per l'uccisione di Meredith Kercher.

La sua cella misura quattro metri per cinque. Assieme a lei tre donne di mezza età, due italiane e una boliviana. Legge i giornali e guarda la tv, ma dice di non seguire i tg e gli approfondimenti che parlano del "suo" caso. Appare serena e lei stessa dice di esserlo: "Non mi sento abbandonata e non ho paura. Davvero: ho fiducia nell’Italia. I’m waitin’, aspetto. Sono serena. Si chiarirà tutto", ha detto ad Osvaldo Napoli, deputato di FI che ieri l'ha incontrata.

E' stata vista mentre si arrampicava sulle grate, "è una delle mie passioni, è il mio sport, mi arrampico a mani nude". Amanda incontra un giornalista della Stampa, e racconta la sua vita da detenuta: "I primi giorni li ho passati in isolamento. E’ stata durissima, non potevo avere rapporti con nessuno. Poi mi hanno trasferita in un blocco che ospita solo detenute che hanno commesso reati simili a quelli che contestano a me".

"Dio mio, sono stati giorni terribili. Nessuno mi rivolgeva la parola, pensavo di impazzire e pregavo perché qualcuno venisse a cambiarmi di posto. Quando sono arrivata qui, tutto è cambiato. Mi trattano con grande dignità. E’ importante". A confortarla ora ci pensano le sue compagne di cella ("sono meravigliose, abbiamo fraternizzato, facciamo un sacco di cose insieme") e le lettere dei suoi amici dagli USA: "Se non sono disperata lo devo anche loro. Mi aiuta sapere che mi seguono e mi sostengono, li voglio riabbracciare al più presto". Sono probabilmente gli stessi che si vedono in un video assieme a lei su YouTube e nelle foto pubblicate su MySpace.

Tante lettere, dagli States ma anche dai penitenziari del resto d'Italia. La sua vita in cella è così: chiacchiere con le compagne di cella, un po' di tv, le lettere da leggere (e da scrivere), la voglia di cantare e le preghiere prima di andare a dormire. In carcere appare una donna diversa da quella che l'accusa descrive, diversa da quella che due giorni dopo la morte dell'amica va a fare shopping di lingerie. Il suo futuro dipenderà dal riesame che si terrà domani.

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