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Amanda Knox, la nostalgia della famiglia e il desiderio di libertà

Amanda Knox sogna la libertà e si racconta nel libro 'Io vengo con te - Colloqui in carcere con Amada Knox' del parlamentare Pdl e presidente della Fondazione Italia-Usa Rocco Girlanda che l'ha incontrata più volte in carcere a Perugia, dove è detenuta. Amanda è stata condannata in primo grado a 26 anni di reclusione per l'omicidio della studentessa britannica Meredith Kercher.

La condanna per l'orribile delitto e il carcere non hanno tolto ad Amanda la voglia di vivere e di immaginare un futuro. 'Mi manca la mia famiglia - ha detto la ragazza - Ho degli amici che sono come fratelli e sorelle, ma... io voglio vivere. Non è che qui non si possa vivere, ma non è quello che pensi di poter raccontare'.

Amanda, un giorno, vorrebbe sposarsi e adottare un bambino, ma adesso ciò che più desidera è la libertà, 'tutte le cose della vita non sono le stesse senza la cosa più importante'. Nel libro si legge: 'Quando tutto sarà finito voglio andare dalla mia famiglia, che mi manca tanto, ma poi voglio tornare in Italia, perché qui sono stata bene. Io non ce l'ho in alcun modo con l'Italia, ci sono tantissime persone in Italia che mi hanno aiutato e mi sono state vicine. Io ce l'ho con la condanna che ho avuto'.

Ad Amanda giungono lettere da tutto il mondo, c'è chi le scrive belle parole e c'è chi, invece, le rivolge parole d'odio. A tal proposito Amanda ha affermato: 'Da una parte mi sento grata che ci sono così tanti che si interessano, perché non voglio essere chiusa tutta la vita per niente, dimenticata come se non valessi nulla: non voglio che le ingiustizie facili vengano ammesse. Allo stesso tempo non voglio essere strumentalizzata in messaggi d'odio'.

A Girlanda la ragazza ha raccontato di essere arrivata in Italia nel 2007 per partecipare a un corso per scrittore creativo a Roma. 'Mia madre ha sempre avuto una grande ammirazione per l'Italia - ha aggiunto Amanda - ed io l'ho appresa da lei. Ho visto pochissimo quando sono arrivata in Italia. Avevo visto di più quando avevo 14 anni e ero venuta in viaggio con i miei genitori. Mi era piaciuta molto Pompei, avevo studiato Pompei e quindi potevo dire di conoscere quello che vedevo'.

 (foto © LaPresse)

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