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Ecco Isotta, la prima unità mobile di soccorso veterinario

Per gli animali in difficoltà c'è ora Isotta. Si tratta della prima unità mobile di quella che si spera diventi una nutrita flotta di automezzi dedicati al primo soccorso di animali colpiti da terremoti, inondazioni e altre catastrofi naturali, ma anche di animali che necessitino di un soccorso in situazioni ordinarie. La prima unità mobile di soccorso veterinario dell'Enpa (Ente nazionale protezione animali) è stata chiamata Isotta perché è questo il nome della gatta salvata tra le rovine di Onna dopo il terremoto in Abruzzo. Il mezzo è allestito con i più moderni dispositivi medico-veterinari.

Tutti gli animali in difficoltà che saranno soccorsi da questo speciale mezzo potranno usufruire di una macchina per l'ossigenoterapia, di una lettiga speciale per trasporto di animali fino a 100 kg che potrà essere usata anche su terreni accidentati e trasformata in tavolo operatorio itinerante, di guide per il carico di animali pesanti e di un porta-feriti supplementare.

Lo speciale mezzo di primo soccorso è stato allestito grazie al contributo di migliaia di bambini italiani che hanno partecipato all'iniziativa degli 'Amici cucciolotti', un album di figurine dedicato agli animali. Il ricavato delle vendite di questo album ha permesso il finanziamento di Isotta. Nelle prossime settimane questa prima unità mobile di soccorso veterinario dell'Enpa girerà tutta Italia per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità di un pronto intervento anche per gli animali.

Come si legge su Il Corriere della Sera, Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa, ha affermato: 'L'animalismo è un servizio di utilità sociale e va promosso con la testa e con il cuore, ma anche con grande professionalità e con mezzi adeguati se davvero si vuole portare un contributo alla collettività. Il nostro auspicio è che questa ambulanza sia la prima di una grande flotta che potrà essere distribuita in tutte le regioni italiane, così da garantire una capacità di intervento immediato in qualunque situazione di emergenza'. E Marco Bravi, responsabile comunicazione dell'Enpa, ha spiegato: 'Come rivela la storia della gatta Isotta, tra le vittime incolpevoli di disastri e calamità ci sono anche gli animali, selvatici e di affezione. Tuttavia, mentre per il soccorso degli uomini esiste una rete di enti istituzionali dedicati, il servizio veterinario d'emergenza è inattuato o affidato alle iniziative volontaristiche dei singoli'.

Aiutare gli animali vuol dire aiutare anche gli esseri umani. Quando si verifica una calamità naturale e si perde tutto poter continuare ad avere accanto a sé il proprio amico a quattro zampe è importante. Non solo. Evitando la morte degli animali o il peggioramento delle loro condizioni di salute si scongiura il pericolo di epidemie o infezioni batteriche.

Foto: corriere.it

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