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Anniversario della strage di via D'Amelio, cerimonia per pochi intimi

Dopo la distruzione delle statue di Falcone e Borsellino in Piazza Della Libertà a Palermo, questa mattina all'anniversario della strage di via D'Amelio ci si aspettava una folla di persone arrabbiate e desiderose di giustizia. Invece, dalle prime ore, la cerimonia è stata caratterizzata dalla scarsa presenza dei palermitani e dallo sventolio delle agende rosse, che simboleggiano la ricerca della verità sulle stragi di mafia.

Guarda le foto delle statue di Falcone e Borsellino distrutte

Questa mattina solo un centinaio di persone sono scese in piazza, anche se la maggior parte delle presenze sono previste nel pomeriggio, proprio nell'ora in cui è stato ucciso il giudice Paolo Borsellino. La sorella Rita ha commentato così l'evento: 'Oggi c'è la gente che sceglie di esserci. La vera antimafia comunque si fa ogni giorno senza stare attenti ai numeri'. E le statue distrutte sono 'una dimostrazione di quanto Giovanni e Paolo facciano ancora paura se c'è chi si scaglia contro delle statue'.

Sale la sua indignazione pensando alla scarsa presenza delle istituzioni locali: 'La loro indifferenza è forse da attribuire alla paura di ricevere delle contestazioni da parte della società civile. Comunque proprio nelle istituzioni e negli alti vertici ci sono personaggi che hanno perso il diritto di piangere Paolo'.

Tra le istituzioni del Governo presenti il Ministro Schifani, mentre Napolitano ha inviato il suo messaggio: 'Sostenere le nuove indagini sulle stragi che sconvolsero l'Italia negli Anni Novanta è indispensabile. Con armonia d'intenti e pieno spirito di collaborazione le istituzioni tutte debbono contribuire a fare piena luce su quegli episodi rispondendo così all'anelito di verità e giustizia che viene innanzitutto da chi, come lei e i suoi famigliari, è stato colpito negli affetti più cari, ma nello stesso tempo e più che mai dall'intero Paese'.

Piero Grasso, procuratore antimafia, ha ammesso: 'Che la strage di via D'Amelio non fu solo responsabilità della mafia lo sapevamo da anni. È un'intuizione vecchia. Ora il problema è trovare gli elementi processuali che accertino questa verità. La verità sulla strage di via D'Amelio è ingombrante solo per chi la teme, per chi ha paura delle conseguenze di certe indagini. Certo non per chi la cerca'.

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