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"Ansia da lavavetri", sentenza Cassazione chiama Comuni al risarcimento: la competenza è dei Tar

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Una nuova forma di danno esistenziale, la cui rilevanza dovrà essere in futuro stabilita di volta in volta dal giudice amministrativo si fa strada nell’ordinamento: si tratta dell’ansia da lavavetri, moderna forma di stress capace di rendere particolarmente difficile la vita già poco esaltante dell’automobilista medio “schiavo” del traffico.

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Il riconoscimento del disagio arrecato ai conducenti di veicoli presi di mira quotidianamente da uno o più lavavetri, avvenuto con sentenza 13568/2015 delle sezioni unite della Corte di Cassazione: in base a tale decisione, potrebbero rendersi necessari “provvedimenti urgenti e con tingibili a tutela della sicurezza urbana e dell’incolumità pubblica”.

Sarà il Tar a decretare l’eventuale misura del risarcimento dovuto ad un cittadino di Udine per l’ansia accumulata in auto, nel caso specifico che ha dato origine alla pronuncia dell’autorità giudiziaria di ultima istanza sulla controversa questione del danno “esistenziale”.

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Pur non essendovi gli estremi per configurare un vero e proprio diritto soggettivo da far valere nei confronti del proprio Comune di residenza, il diretto interessato alla causa avrà accesso ai mezzi legali offerti dall’ordinamento per chiedere al giudice un riconoscimento concreto del disagio subito a causa dell’incessante “pressing” dei lavavetri ai semafori.

Se da un lato l’applicazione della sentenza 13568/2015 si presenta tutt’altro che semplice per evidenti motivi legati anche alle peculiarità del sistema giuridico italiano, dall’altro sembra scontato l’effetto-incentivo della stessa decisione sulla politica locale ed in particolare sulle forze di polizia municipale chiamate a far rispettare l’ordine in strada sulla base delle leggi vigenti.

Non erano mancate, negli anni passati, polemiche sulla sicurezza (e serenità) degli automobilisti nelle grandi città: proprio la crescita del numero dei lavavetri ai semafori, insieme ai “vucumprà” e ai mendicanti, ha spesso indotto amministrazioni di vario colore politico a chiamare in azione i vigili a tutela dei cittadini “sotto stress” nel traffico urbano.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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