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Antonio Manganelli è morto, il capo della Polizia non ce l'ha fatta

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Antonio Manganelli è morto questa mattina. Il capo della Polizia colpito lo scorso 24 febbraio da un'emoragia celebrale e ricoverato all'ospedale San Giovanni di Roma non ce l'ha fatta, aveva 63 anni. Le sue condizioni si sono aggravate stanotte a causa di un'infezione alle vie respiratorie sorta subito dopo l'intervento di urgenza per l'aspirazione dell'edema.

Il funzionario lottava da due anni con un cancro che lo aveva costretto al ricovero a febbraio. Entrato in coma farmacologico nel reparto rianimazione dell'ospedale romano non ne era più uscito. Manganelli è stato nominato capo della Polizia il 25 giugno 2007.

Nella sua lunga carriera collaborò con i magistrati antimafia, Falcone e Borselli, diventando in quegli anni un punto di riferimento nella lotta contro la criminalità organizzata. Nel 2011 scrisse una lettera a Beppe Grillo, pubblicata nel suo blog, in cui rispondeva alle accuse del comico sulle violenze del G8. Manganelli scriveva: "Vi sono certamente responsabilità riconducibili ad appartenenti alla Polizia. Ci penso continuamente e sono ben consapevole (mi riferisco ad esempio a chi ha introdotto nella Scuola Diaz false prove)...Migliaia di poliziotti rischiano la propria vita e non meritano di essere associati a chi ha macchiato la divisa nel G8".

Il primo messaggio di condoglianze arriva dal profilo Twitter del Governatore lombardo Roberto Maroni: "Ciao Antonio, maestro di vita e amico vero. Rimarrai per sempre nel mio cuore". Il neo Capogruppo Pd al Senato Pd Luigi Zanda si unisce al cordoglio: "E' scomparso un servitore dello Stato, un democratico fedele allo Stato di diritto". Il ministro degli Interni Annamaria Cancellieri ha ricordato che il capo della polizia "era un numero uno come poliziotto e per le sue qualità mortali".

L'ultimo discorso di Manganelli a Capodanno

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