Anziana si uccide dopo taglio della pensione

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Dramma a Gela, in provincia di Caltanissetta, dove una donna di 78 anni si è suicidata lanciandosi dal balcone di casa, un appartamento al quarto piano di uno stabile. Il motivo che avrebbe portato al gesto sarebbe la paura di non riuscire ad arrivare a fine mese dopo il taglio della sua pensione di 200 euro, da 800 a 600 euro. Una paura che ha innescato nella pensionata terrore e disperazione.

Uno dei figli della signora, Bruno, titolare di una pizzeria, è sconvolto quando parla con i giornalisti a cui confida che la madre dopo aver avuto notizia della decurtazione della pensione non sapeva come darsi pace. "Già dopo la morte di mio padre, Giuseppe, invalido al 100% - dice il figlio - con diritto all'accompagnamento, l'Inps aveva sospeso la pensione per 6 mesi. Fu azzerata ogni indennità extra. Poi, effettuati i conteggi, venne assegnata a mia madre la pensione di reversibilità. Al minimo da lei riscosso, cioè ai suoi 350 euro di pensione sociale, si aggiungevano i 450 euro di quel che restava della pensione di papà. Ma tutto sommato le andava ancora bene. Il taglio improvviso e immotivato di 200 euro ha fatto scattare qualcosa di sconvolgente nella sua mente. Temeva di morire in povertà, specie ora che mio padre non c'era più. Si sentiva sola pur abitando con due mie sorelle nella stessa palazzina". Per l'anziana non c'era più futuro davanti a sè.

Due mesi fa, a Bari, un uomo di 73 anni ha ricevuto dall'Istituto una richiesta di restituzione per 5mila euro, distribuita in prelievi da 50 euro al mese. Errore di calcolo, si legge nella lettera inviata dall'Inps. L'uomo si è ucciso perchè non aveva i soldi da restituire. Mentre solo pochi giorni fa un artigiano edile di 58 anni si è dato fuoco davanti all'Agenzia delle entrate di Bologna perchè non poteva pagare le tasse. L'uomo è ancora in condizioni gravissime.

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