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Arabia Saudita cerca 8 boia per decapitazioni pubbliche: l’annuncio del governo di Riad

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Un “regolare” annuncio di lavoro recante la sigla ufficiale del governo nazionale dell’Arabia Saudita mette in palio 8 posti di boia da assumere con la qualifica e la retribuzione di funzionario religioso per portare a termine le condanne capitali in calendario nell’anno in corso.

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I candidati non dovranno dimostrare il possesso di competenze o titoli specifici, ma soltanto presentare nei termini previsti dal bando la domanda indirizzata all’ufficio preposto alle selezioni, in attesa di altre comunicazioni dal sito web dell’ente responsabile dell’assunzione delle nuove figure professionali.

Il numero di sentenze di morte registrato nei primi cinque mesi del 2015, infatti, è talmente alto da imporre ai reclutatori di personale incaricato delle esecuzioni pubbliche decretate dai tribunali del regno wahabita di Riad una sorta di corsa contro il tempo: otto verdetti sugli 85 emessi dallo scorso gennaio devono ancora essere applicati e a tal fine serve manodopera disponibile “pronto uso”.

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L’Arabia Saudita vanta ad oggi il poco onorevole primato, in proporzione agli abitanti, di condanne a morte, essendo attualmente il terzo Paese al mondo per monte complessivo di sentenze capitali eseguite durante l’anno, dopo la Cina e l’Iran ma davanti all’Iraq e agli Stati Uniti.

La ricerca di boia da impiegare per le prossime amputazioni e decapitazioni in programma, pubblicizzata dal governo di Riad tramite un bando accessibile con un modulo da file pdf scaricabile online, ha riacceso il dibattito in rete sul rispetto dei diritti umani in alcune aree del mondo ad alta concentrazione di violenza, spesso promossa o quantomeno avallata dalle istituzioni.

Secondo una recente indagine dell’organizzazione internazionale “Human Rights Watch”, in Arabia Saudita quasi la metà delle esecuzioni in piazza sarebbero frutto di sentenze nei confronti di imputati per reati di droga, puniti con particolare severità dalla legislazione vigente, mentre in crescita risultano anche i processi per terrorismo.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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