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Argento: "Paranormal Activity è una boiata"

Dario Argento è sinonimo di cinema horror: il maestro del terrore italiano ha preso parte al Pusan International Film Festival in Corea che lo ha visto protagonista di una retrospettiva. Il regista, che in quarant’anni di carriera ha creato un cinema personale da un genere che solo oggi sta subendo una rivalutazione positiva dalla critica, ha fatto il punto sull’horror moderno, spiegando cosa gli piace e cosa no.

Finalmente fantasmi e serial killer stanno smettendo i panni di protagonisti di film di serie C, come venivano etichettati in passato gli horror. E pellicole di qualità, fa notare Argento, vengono anche accolte in kermesse importanti, quali il Festival di Berlino e di Cannes: ‘Purtroppo tutto il cinema deve sottostare alle regole del mercato, ma il mio lavoro è sempre stato libero e anarchico. Credo che questo sia necessario per la sopravvivenza di un genere’ dice il regista.

La ‘chiacchierata’, come riporta il sito Movieplayer, nasce dall’incontro con Argento a Firenze, durante la presentazione dell’horror coreano ‘Whispering Corridors’ girato dal regista Park Ki-hyung nel ‘98 ma mai giunto in Italia. Il cineasta si dichiara innamorato del cinema orientale, tracciando una differenza con quello occidentale: ‘Il primo è caratterizzato da una forte presenza di figure fantasmatiche e apparizioni, rispetto all'horror occidentale è più esplicito e meno terreno. Il cinema orientale è molto laico, i fantasmi ci sono, ma sono visti con uno sguardo concreto. Come se fossero reali’.

Il maestro non spende parole altrettanto lodevoli per il fenomeno del momento, ‘Paranormal Activity’: ‘Penso sia una gran boiata che non fa nemmeno paura. E' stato solo un fenomeno pubblicitario ben congegnato. In generale non mi piace molto il cinema horror americano degli ultimi dieci anni: quello della generazione precedente, era molto politicizzato. Quello odierno è spesso grossolano e superficiale, privo di approfondimento psicologico dei personaggi’.

L’ultimo film realizzato da Argento si intitola ‘Giallo’, interpretato dal divo Adrien Brody: la pellicola, co-prodotta con gli americani e girata a Torino lo scorso anno, rischia di non uscire nelle sale a causa di problemi legati ai diritti di distribuzione. Il regista è amareggiato: ‘La produzione americana sta facendo tutto da sola, è stata un'esperienza sgradevole vedersi sottrarre il proprio lavoro’.

E mentre Argento ipotizza un prossimo lavoro in 3D, proprio da oltreoceano si vocifera di possibili remake, ‘Profondo rosso’ e ‘Suspiria’, ma il regista risponde secco: ‘Se rifanno i miei film la cosa non mi riguarda e non mi interessa, Non ne voglio sapere niente’.

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