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Arrestato attore di Gomorra: continua la maledizione del film

La maledizione del film Gomorra continua: in provincia di Caserta si è verificato il settimo arresto di uno degli attori della pellicola pluripremiata di Matteo Garrone (vincitore del Gran Premio della Giuria al 61º Festival di Cannes, di sette David di Donatello e di un Nastro d'Argento) tratta dall'omonimo best-seller di Roberto Saviano. Stavolta l'accusa è di estorsione aggravata dal metodo mafioso: in carcere sono finiti Anna Iannone, 40 anni, e il convivente Marcello D'Angelo, 47 anni, ritenuti affiliati al gruppo dei Casalesi che fa capo alla famiglia "Venosa".

Giovanni Venosa nel film Gomorra: guarda il video

La coppia aveva messo a punto un sistema estorsivo che inquadrava come vittime gli inquilini del complesso residenziale "Parco Saraceno" di Pinetamare di Castelvolturno, cui chiedevano somme ingenti di denaro a titolo di affitto, costringendo i legittimi proprietari a rinunciare alla riscossione di quanto loro dovuto. Una vera e propria richiesta di pizzo, a danno sia di cittadini italiani che extracomunitari, soprattutto a quelli abusivi, per cifre che si aggiravano tra i 300 e i 500 euro.

Legati alla cosca soprannominata dei "Cocchieri", i due erano in rapporti con Giovanni, anche lui in carcere per estorsione e attore set del film Gomorra, al quale D'Angelo aveva partecipato come comparsa. Peraltro lo stesso parco Saraceno era stato utilizzato come set per le riprese da Matteo Garrone: il complesso residenziale si trova nel "Villaggio Coppola", realizzato dall'omonima famiglia negli anni '80 e destinata ai soldati americani di stanza alla base Nato, poi abbandonato al degrado da oltre vent'anni.

E' salito così a sette, tra attori, comparse e maestranze, il numero degli arrestati tra coloro che hanno preso parte al film di Garrone nel 2008. Il primo fu Bernardino Terracciano, interprete di Zi' Bernardino, arrestato l'11 ottobre 2008 per favoreggiamento, estorsione e detenzione abusiva di armi da fuoco, a seguito di una complessa operazione contro il clan dei Casalesi. Poi fu la volta di Salvatore Fabbricino, interprete del film nel ruolo di un camorrista, e di Giovanni Venosa, nel ruolo di un capoclan. L'ultimo in ordine di tempo è il caso di un dipendente del comune di Napoli che aveva preso parte al film con un ruolo minore in una delle scene più significative: aveva impersonato l'uomo che spara a un bambino in una prova di coraggio per entrare nel clan. Il cinquantenne è stato arrestato mentre faceva da vedetta per altri spacciatori.

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