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Arrestato Lele Mora, per lui bancarotta fraudolenta

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Ieri pomeriggio l'agente dei vip Lele Mora, tra l'altro indagato con il direttore del Tg4 Emilio Fede e la consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti per il cosiddetto 'caso Ruby', è stato arrestato dalla guardia di finanza di Milano con l'accusa di bancarotta fraudolenta aggravata. In qualità di amministratore delegato della Lm Management, Mora avrebbe distratto dalla società circa 8 milioni e mezzo di euro.

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Secondo gli inquirenti parte dei fondi drenati dalla Lm Management, fallita dopo circa un anno, e il prestito di circa tre milioni ricevuto dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sono finiti su qualche conto in Svizzera.

Ma non solo. Secondo le indagini condotte dai pm Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci, nonostante il fallimento della Lm Mangement e dello stesso Mora come imprenditore individuale, l'agente dei vip avrebbe continuato a muovere flussi di denaro. Gli inquirenti sostengono che siano stati distratti circa 3 milioni e mezzo di euro attraverso fatture per operazioni inesistenti; mentre cinque milioni sarebbero stati i pagamenti effettuati all'Immobiliare Diana srl, società a lui riconducibile e definita 'cassa di famiglia'.

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, che è stata chiesta un paio di mesi fa dai pm Fusco e Carducci, è stata firmata dal gip Fabio Antezza. Mora è ritenuto responsabile di una bancarotta fraudolenta aggravata per aver arrecato ai creditori e al fisco un danno patrimoniale di rilevante gravità, che nei confronti dell'erario è stato quantificato in circa 16 milioni di euro.

Secondo il giudice, che ha ritenuto il carcere la sola misura cautelare idonea, l'agente dei vip ha una tendenza a delinquere, visti i 'plurimi precedenti penali anche per i reati contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica, oltre che in materia di sostanze stupefacenti' e possiede 'spiccate capacità a porsi anche contro la legge penale'.

Nel provvedimento il giudice ha anche sottolineato che sussiste un pericolo di fuga e di inquinamento probatorio 'di rilevante intensità', considerando tra l'altro che Mora è residente anche in Svizzera. Il giudice ha poi parlato di 'professionalità criminale' e di capacità economica di origine illecita 'doppiate dall'attività di drenaggio di denaro' anche successive al fallimento della Lm Management.

Queste operazioni di drenaggio Mora le avrebbe eseguite mediante negoziazioni all'estero, in particolare in Svizzera, dove ha la residenza e almeno un conto se non più, e sembra godere di contatti 'in ambienti affini a quelli di 'provenienza', da lui stesso dichiarati'.

Tra le operazioni 'anomale' eseguite da Mora c'è l'acquisto di un immobile a Porto Cervo. In un interrogatorio riportato nell'ordinanza è stato lo stesso Mora a spiegare le modalità dell'acquisto. il talent scout ha detto: 'In passato prendevo in affitto per la stagione due ville in Sardegna. Il canone di locazione andava versato anticipatamente ed era di rilevante entità. Io d'altronde avevo necessità di ville lussuose perché servivano per la mia tipologia di lavoro. Un bel giorno ho detto a mia figlia Diana: 'spendo tanti soldi e a noi non resta nulla'. Potremmo organizzarci diversamente. Così ho acquistato una villa con la Diana Immobiliare dando 10mila euro di acconto al costruttore della villa. Questi 10mila euro erano stati pagati dalla immobiliare Diana con fondi propri'.

A quanto pare la Lm Mangement avrebbe corrisposto alla Immobiliare Diana quasi 62mila euro già a decorrere dal mese di febbraio 2004, ovvero da data antecedente alla data di acquisto. Lo stesso giorno dell'acquisto, poi, la Lm Management avrebbe anticipato alla Immobiliare Diana quattro annualità di locazione con emissione della relativa fattura. Secondo il gip tale operazione 'evidenzia ed al tempo stesso mira a celare il modus operandi utilizzato dall'indagato per distrarre ulteriori somme di denaro dalla Lm Management in favore della 'cassaforte di famiglia''.

Per Mora è stata la prima notte in carcere. Ma i suoi guai non sono finiti qui. Tra una settimana, infatti, lo attende l'udienza preliminare che lo vede imputato per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, per il 'caso Ruby'.

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