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Ascoli, falso pediatra gestisce studio per 10 anni: denunciato

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Per 10 anni ha curato i bambini di Monteprandone, un centro di 12 mila anime in provincia di Ascoli Piceno, peccato che il medico al quale si sono rivolti con fiducia i genitori e i nonni del paese la specializzazione in pediatria non ce l'avesse: Aureliano Marchionni, infatti, è sì iscritto all'Albo dei Medici Chirurghi di Ascoli Piceno, ma non possiede i titoli di legge previsti per curare i minori.

L'operazione della GdF che ha portato alla scoperta della truffa: video

La scoperta è stata fatta dagli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno in collaborazione con il Nucleo di Polizia Tributaria, attraverso una meticolosa indagine amministrativa. Marchionni, infatti, risultava come sostituto del titolare dello studio e, per suo conto, lo ha gestito di fatto in modo esclusivo e senza alcun tipo di controllo. Una 'collaborazione' mai denunciata all'Asl dal pediatra titolare - che intanto si era trasferito negli States, dove ha lavorato a lungo come anestesista neonatale - e che gli ha permesso di continuare a percepire lo stipendio: 6.500 euro al mese, 3.000 dei quali andavano al suo 'socio'.

Verificando le domande di sostituzione - mai superiori a 30 giorni, perché altrimenti sarebbe scattata la nomina diretta da parte dell'azienda sanitaria locale - gli investigatori delle Fiamme Gialle e della Polizia Tributaria si sono accorti che alcune erano prive di giustificazione, mentre altre erano accompagnate da certificati medici provenienti dagli USA e così, procedendo in questa direzione, hanno scoperto la truffa: doppia, dal momento che è stata perpetrata tanto ai danni dell'Asl che a quelli dei pazienti.

Dopo la denuncia delle forze dell'ordine, l'azienda sanitaria locale ha avviato una propria indagine interna e ha provveduto a revocare la convenzione al pediatra titolare dello studio, mentre in serata è arrivata la smentita di Marchionni, attraverso una nota diffusa dal suo avvocato, Francesco Pagano.

"Il mio assistito ha sempre prescritto ogni prestazione ambulatoriale utilizzando la propria carta intestata, dove, senza alcuna possibilità di equivoco, è riportata la specializzazione di 'Medico Chirurgo'" scrive il legale, spiegando che l'Articolo 36 dell'Accordo collettivo nazionale di pediatria di libera scelta prevede che "il titolare della convenzione possa ricorrere ad un Medico Chirurgo con provata esperienza professionale nel settore" e che il suo assisto vantando "due anni di frequenza nel reparto pediatrico dell'Ospedale Salesi di Ancona, un Master di secondo livello conseguito presso la facoltà di Medicina di Chieti e diverse pubblicazioni su riviste mediche specializzate in pediatria" ha pertanto agito nel pieno rispetto della legge.

L'avvocato ha quindi concluso dicendo che Marchionni ha sempre collaborato con il titolare dello studio in regime di "libertà e professionalità", senza aver mai avuto "rapporti con l'Asur, nè percepito da questa alcun compenso", e non contravvenendo al principio di "discontinuità", come dimostrano le sostituzioni in "numerosi altri ambulatori pediatrici, ogni volta che si manifesta la necessità".

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