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Assolta la professoressa che punì il bullo

E’ stata assolta l’insegnante palermitana che aveva fatto scrivere 100 volte "sono un deficiente" a un suo alunno che aveva dato del gay a un compagno di scuola impedendogli di andare in bagno. Il giudice per le indagini preliminari, Piergiorgio Morosini, ha stabilito che il fatto non sussiste, sottolineando l’intervento in difesa dell’altro ragazzino.
“Mi fa molto piacere perché alla fine di lui non si è occupato più nessuno. Quando il caso è finito sui giornali la scuola era praticamente finita, ma io l'ho avuto con me e lo avrò l'anno prossimo e vi posso assicurare che dopo il mio intervento quel ragazzino è rimasto sereno e tranquillo a fare gruppo con i suoi compagni. E questa per me è la sentenza che vale di più” ha detto la professoressa che ora si augura “che quello che è successo abbia portato quel ragazzo a riflettere. In fondo era solo questo che volevo ottenere con quella paginetta. “Deficiente” era tutto tranne che un'espressione offensiva nei confronti di quell'alunno, ma visto che non è stata compresa credo che non la userò più. Purtroppo il sistema scuola non ci fornisce i mezzi adeguati per far fronte a determinate situazioni. A che serve riempire i registri di note se poi restano soltanto parole?”

La docente era imputata per abuso di mezzi di correzione e lesioni, dopo la denuncia del padre del 12enne. Per l'imputata il pm Ambrogio Cartosio aveva chiesto la condanna a due mesi di carcere, mentre il padre del ragazzo aveva fatto domanda per un risarcimento danni pari a 25mila euro. A detta del genitore, in seguito alla punizione, il 12enne aveva riportato alcuni problemi psichici. Alla lettura del dispositivo hanno assistito alcuni esponenti dell'associazione ''Gay'' cha hanno manifestato così la loro solidarietà all’insegnante.

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