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Attentato a Brindisi: nessun risarcimento per le ragazze

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Per le allieve della scuola Morvillo-Falcone di Brindisi, vittime dell'attentato del 19 maggio scorso, non ci saranno risarcimenti per la cura delle cicatrici riportate dopo l'esplosione dinamitarda: i segni di quella terribile esperienza rimarranno indelebili sul corpo delle ragazze colpite all'ingresso della scuola dall'ordigno innescato da Giovanni Vantaggiato. In alcuni casi si tratta di ferite molto gravi, cicatrici causate dalle ustioni riportate, eppure la compagnia assicuratrice della scuola le ha considerate alla stregua di danni estetici, dunque non risarcibili.

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La comunicazione ufficiale è arrivata ieri: le spese sanitarie affrontate dalle studentesse coinvolte nell'attentato in cui ha perso la vita la giovane Melissa Bassi, non saranno rimborsate. Così le costose operazioni necessarie a curare le cicatrici causate dalle ustioni ricadranno sulle famiglie delle vittime. A meno che, come riportato nella polizza assicurativa stipulata dall'istituto scolastico due anni fa, non venga dimostrato che le ragazze hanno subito "danni funzionali", sarebbe a dire "menomazioni visibili e nette".

Per le nove allieve ferite nell'attentato, che in molti casi hanno trascorso lunghi periodi di ricovero anche in diverse strutture ospedaliere, non sarà dunque riconosciuto alcun indennizzo, nonostante le sofferenze subite, nemmeno per i farmaci costosissimi utilizzati per le cure (anche diverse centinaia di euro per una pomata per le ustioni), che non sono rimborsabili dal sistema sanitario perchè considerati appartenenti alla categoria dei "cosmetici". Un paradosso per le famiglie delle giovani che hanno vissuto l'inferno dell'attentato, come nel caso di Veronica, che ha combattuto per settimane tra la vita e la morte ed è tornata a casa solo domenica scorsa.

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Intanto sono in corso le visite medico legali che stabiliranno la natura e l'entità dei danni subiti dalle studentesse, ma la compagnia assicurativa ha già fatto sapere molto chiaramente, tramite i suoi legali, che i segni seppur permanenti sono da considerarsi "ripercussioni di tipo estetico e quindi non risarcibili", perchè a tutti gli effetti assimilabili ad un infortunio. E, carte alla mano, l'accordo stipulato in tempi non sospetti con l'istituto scolastico dà loro ragione.

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