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Attentato a Kabul, funzionaria italiana ferita gravemente

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E' di 11 feriti il bilancio - si teme provvisorio - dell'attentato sferrato nella giornata di oggi a Kabul contro quello che alcuni fonti riferiscono essere una guesthouse dell'ONU e altre invece il direttorato della Forza di pubblica protezione afghana (APPF) e tra loro vi è anche una funzionaria italiana dell'OIM, l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.

Attentato a Kabul, le foto dell'assalto

Secondo le notizie riportate da Emergency sul proprio sito ufficiale e da Gino Strada sul suo profilo Facebook, le condizioni della donna sarebbero gravi, diversamente dalle informazioni diffuse in un primo momento e che davano la funzionaria ferita, ma non in maniera preoccupante. L'Agi infatti riferisce che un portavoce dell'associazione umanitaria ha detto che la donna si trova "in condizioni critiche" a causa di "gravi ustioni sull'80% del corpo", ma non ha ferite da arma da fuoco. Chris Lom dell'OIM ha specificato che la funzionaria è stata "gravemente ferita dall'esplosione di tre granate".

"La situazione è molto critica e il nostro staff è pronto a gestire un afflusso massiccio di feriti" si legge intanto sul sito di Emergency, che ha anche subito fornito indicazioni circa l'dentità di altri cinque feriti: tre dipendenti dell'ONU e due guardie nepalesi. Come riporta Ansa, "il portavoce dell'Interno, Sidiq Sidiqi, dal canto suo, riferisce di tre attaccanti uccisi, due poliziotti e due civili rimasti feriti", a conferma della criticità e dell'incertezza che circonda i fatti di Kabul. Da parte propria, la Farnesina, subito avvisata dall'organizzazione di Strada, ha dichiarato di stare seguendo da vicino l'evolversi della situazione, che ha definito "molto fluida".

E mentre ancora è in corso la battaglia nel distretto di Borj-e Sharahah - dove oltre alla sede di diverse organizzazioni legate alle Nazioni Unite e dell'APPF c'è anche un ospedale dell'intelligence - è arrivata la rivendicazione dei talebani. Tramite una telefonata alla Associated Press effettuata dal loro portavoce, Zabihullah Mujahid, i fondamentalisti hanno infatti dichiarato di aver attaccato la guesthouse perché la Cia la usa "per reclutare spie afghane". Secondo la versione di Mujahid, gli assalitori hanno sfondato i cancelli con un'autobomba fatta esplodere da un kamizake e quindi sono entrati nell'edificio ingaggiando uno scontro a fuoco con la polizia.

La ricostruzione dei fatti del portavoce talebano smentirebbe quella di Sidiqi: in base alle informazioni fornite dal fondamentalista - che ha riferito di essere in contatto con gli uomini del commando, definendone il morale "alto" nonostante le perdite - l'ultima ipotesi è che gli assalitori siano cinque, di cui uno è morto nell'esplosione dell'autobomba, due nello scontro a fuoco con la polizia e due stanno ancora combattendo nell'edificio.

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