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Attentato Boston: 3 morti e oltre 130 feriti. Obama: "Troveremo i colpevoli"

  • The Boston Globe-Twitter

3 morti e oltre 130 feriti: secondo le ultime notizie è questo il bilancio delle due esplosioni che ieri alle 14.50 locali (le 20.50 in Italia) hanno trasformato la festa della Maratona di Boston in una tragedia di urla, dolore e corpi straziati. Secondo quanto riportano i media americani - attingendo a fonti di polizia - tra le vittime c'è un bambino di 8 anni (Martin Richard (le foto), inizialmente indicato erroneamente come uno dei figli dell'attrice Denise Richards, per via del cognome molto simile e della presenza di quest'ultima all'evento) e 17 delle persone ricoverate in ospedale hanno subito amputazioni, con 10 che versano in condizioni disperate.

Attentato Boston, feriti e disperazione alla maratona: le foto

Un lunedì di terrore (in quella che doveva essere una festa e un omaggio alle vittime di Newtown, i cui familiari erano presenti nella tribunetta di fianco all'arrivo), alimentato da informazioni incerte e dalla paura di un attacco terroristico - anche se il presidente Obama nel suo discorso non ha mai usato la parola - pianificato, coordinato e letale. Subito dopo le due esplosioni al traguardo, avvenute quando stavano tagliando la linea di arrivo gli amatori (un paio di ore dopo gli atleti professionisti), si è infatti diffusa la voce che in città fossero stati ritrovati ordigni inesplosi e che una terza deflagrazione si fosse verificata alla biblioteca pubblica JFK. Le forze dell'ordine stanno smentendo in queste ore - riporta The Boston Globe - la notizia di altre bombe, mentre l'esplosione alla biblioteca c'è sì stata, ma a quanto pare non c'entra nulla con quelle della maratona: si sarebbe trattato di un corto circuito.

Boston, esplosioni alla maratona: morti e feriti

Si stanno sgonfiando anche le voci relative all'arresto di un cittadino saudita 'sospetto'. Sempre secondo lo storico quotidiano della città, infatti, si tratterebbe di uno studente rimasto ferito durante le esplosioni, che si è messo a correre per la paura, come tutti. Il giovane sta rispondendo alle domande della polizia, ma da quello che trapela non è accusato di nulla. Mistero invece su una foto che sta circolando su Twitter e che ritrae un uomo che cammina sul tetto di uno degli edifici vicini al luogo della prima esplosione, proprio nel momento della deflagrazione: molti utenti chiedono che sia analizzata dagli investigatori, definendola "inquietante", mentre altri sostengono che l'uomo sia proprio un poliziotto, in servizio di pattugliamento.

Il video della prima esplosione

E' certo invece che gli ordigni esplosi sono stati confezionati in modo 'rudimentale' e riempiti di biglie di acciaio e chiodi per provocare il maggior danno possibile. I medici degli ospedali di Boston, infatti, raccontano di feriti dai corpi dilaniati, con molti che hanno perso uno i più arti. "Non ho mai visto nulla di simile", ha dichiarato Ron M. Mura, primario di Medicina d'Urgenza presso il Brigham and Women, spiegando che loro sono addestrati per fronteggiare questo tipo di eventi, ma "che non ti aspetti di trovarteli davanti".

La rassegna stampa dei giornali di oggi

"Ho attraversato la linea del traguardo e ho visto i corpi", ha raccontato Royal Courtain, un atleta che si trovava a 100 metri dal traguardo quando sono avvenute le esplosioni. "Le persone erano a terra e si rotolovano, probabilmente per il rumore. Poi ho visto le lesioni: ad alcuni mancavano le gambe". Una testimonianza molto simile a quella di Megan Raftery, che si trovava davanti al Mandarin Hotel con i due figli, in attesa del marito: "Ho visto del fumo bianco e in un primo momento ho pensato che fosse un petardo, ma era davvero forte", ha raccontato la donna, che poi ha detto di aver visto "roba che volava" e che quando ha guardato dall'altra parte della strada "ho visto un uomo sul marciapiede: c'era sangue ovunque e non aveva più una gamba".

E dopo quasi due ore dall'attentato, Barack Obama si è presentato nella sala stampa della Casa Bianca per parlare alla nazione. Un ritardo che secondo gli analisti è stato dovuto al fatto di non sapere con chi si avesse a che fare: nessuna rivendicazione infatti è giunta e le ipotesi spaziano da un attacco di Al Qaeda a uno pianificato dalla destra ultranazionalista e ariana. Il presidente infatti è stato molto cauto: "Non abbiamo ancora risposte, ma di una cosa sono sicuro: troveremo i colpevoli. Per noi è come un atto di terrorismo", aggiungendo quindi: "Le indagini sono ancora in corso e non bisogna saltare alle conclusioni prima di avere chiari tutti i fatti". Più netto invece l'FBI, che ha parlato apertamente di "terrorismo", anche se "la matrice è incerta".

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