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Attentato Tunisi al museo del Bardo, Gentiloni: "Due italiani morti e due dispersi"

  • Ansa

Non sarebbero quattro gli italiani morti durante l’attentato di ieri a Tunisi. La dichiarazione arriva dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che nel corso della sua ospitata nel programma Agorà su Rai3 prova ad aggiungere maggiori dettagli: “E’ possibile che le vittime italiane siano quattro, ma per l'identificazione attendiamo una conferma ufficiale” per poi aggiungere che delle quattro vittime italiane comunicate dalle autorità tunisine, "due non sono vittime ma feriti", ma "ci sono due dispersi". Questo significa che qualora i dispersi dovessero poi risultare morti allora il numero totale delle vittime italiane salirebbe a quattro.

Le due vittime certe sono Francesco Caldara, pensionato di 64 anni di Novara e Orazio Conte, marito di Carolina Bottari impiegata del Comune di Torino operata in un ospedale di Tunisi ma non in pericolo di vita. I due erano ospiti della Costa Fascinosa per concedersi una settimana di vacanza ma hanno perso la vita perché presenti in visita al Museo del Bardo durante l’attentato. Il sindaco di Torino Piero Fassino ha confermato ieri a Matrix che Antonella Sesino, dipendente del suo Comune, risulta ancora dispersa. Non si hanno notizie della donna da mercoledì alle 14 quando la donna si è collegata per l’ultima volta su WhatsApp secondo la testimonianza del figlio Simone.

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Risulta invece ferita e non morta Anna Abagnale, dipendente comunale, anche lei in cura nella capitale tunisina. In nottata, alle ore 1.55, è ripartita la Costa Fascinosa così come confermato dal gruppo Costa Crociere sulla pagina Facebook. Al momento della partenza all’appello mancavano tredici persone, scese dalla nave ma mai risalite. L’azienda ha lasciato sul posto dodici persone della Costa Care team e due dirigenti in contatto costante con le autorità locali per la necessaria assistenza. Già eri le prime parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha assicurato che l'Italia non si farà intimorire sottolineando “l’inaudita violenza”.

Il premier Renzi presente in aula ha parlato di “un attentato la cui matrice è facilmente riconducibile a un determinato topo di minacce ha provocato la morte di alcune persone e il ferimento di altri, in un luogo simbolico, un museo, un luogo di cultura di un Paese islamico moderato, a poca distanza da un altro luogo simbolico, un Parlamento. Prima di tutto il pensiero va alle vittime, alle loro famiglie, ai feriti".

Attentato Tunisi, le foto delle vittime al Museo del Bardo

Il numero totale delle vittime non risulta ancora certo. Il bilancio dell’attentato è è aggiornato ad oggi, 19 marzo 2015, a 24 morti con 50 feriti. Ieri un commando nel Museo del Bardo, vicino al Parlamento, ha fatto irruzione e oltre agli italiani ha portato all’uccisione di due francesi, due colombiani, cinque giapponesi, un polacco, un australiano, due spagnoli, due tunisini (un autista di bus e un agente di polizia), un turista non identificato e infine la morte dei due terroristi. Quest’ultimi sono stati anche identificati come Yassine Laâbidi e Hatem Khachnaoui. La Tunisia fu vittima di attacchi terroristici già nel 2002 quando un assalto alla sinagoga di Djerba causò 19 morti.

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