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Baby Hope, bambina di quattro anni stuprata e uccisa in America: trovato l'assassino dopo 22 anni

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22 anni dopo, l'assassino di Baby Hope, una bimba di quattro anni ritrovata morta in un frigo a nord di Manhattan nel 1991, ha un nome: si chiama Conrado Juarez ed è un cugino della vittima. La polizia di New York scrive così la parola fine a uno dei cold case più famosi d'America, che ha commosso l'opinione pubblica e gli agenti della Grande Mela al punto che furono proprio loro a pagare il funerale e la sepoltura della piccola, giurando che avrebbero trovato il suo carnefice. E così è stato.

Nonostante il passare degli anni, infatti, la polizia di New York ha sempre mantenuto accesa l'attenzione su quell'efferato delitto dei primi anni 90: il corpo malnutrito e segnato agli abusi di Baby Hope era stato ritrovato in una grossa ghiacciaia nella zona settentrionale della città. L'autopsia aveva stabilito l'età della vittima - quattro anni - e che la bambina era stata stuprata, prima di essere uccisa. Una storia tremenda, che ha spinto gli agenti a non mollare per trovare il responsabile di tanta crudeltà.

Purtroppo della piccola non si sapeva nulla, neppure l'identità, e così a lungo è stata conosciuta con il soprannome di Baby Hope, datole dalla polizia proprio per tenere viva la speranza di scoprire il suo assassino a assicurarlo alla giustizia. Fino a che la scorsa settimana è arrivata la svolta: una donna ha infatti fornito informazioni ritenute attendibili sull'identità della madre della bambina, che è stata rintracciata, svelando il nome della piccola, Anjelica Castillo. La signora Castillo ha raccontato di essere stata lasciata dal marito, che è "scomparso nel 1991 portandosi via le due mie figlie. Una è tornata otto anni dopo, ma non mi ha detto che fine avesse fatto sua sorella". La sua storia è stata presa con le pinze dagli inquirenti, che hanno continuato a indagare, spinti dalla convinzione di essere finalmente a un passo dell'assassino di Anjelica.

E infatti in una settimana sono arrivati a Conrado Juarez. L'uomo, che ha 52 anni e all'epoca dei fatti ne aveva 30 e lavorava come lavapiatti, ha confessato di avere ucciso Baby Hope a casa della sorella, Balvina Juarez-Ramirez, dicendo che è stata quest'ultima a fare sparire il cadavere nel frigo per aiutarlo. La donna è morta da tempo e non può confermare o smentire la versione del fratello, ma quello che conta è che oggi l'assassino di Anjelica ha un nome e un capo d'accusa in meno non cambierà il peso della pena né il fatto che oggi la piccola e i suoi 'angeli' della polizia di New York hanno finalmente trovato pace.

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