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Baby squillo dei Parioli chiede scusa alla madre in carcere: "Colpa mia"

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Ha deciso di scrivere alla madre, la baby squillo di Romache adesso di trova ospite di una casa famiglia. Quattordici anni, atteggiamento solo in apparenza da persona matura e smaliziata, la ragazzina nota ai clienti del “mercato del sesso” dei Parioli mostra segni di pentimento, sia per il cedimento alle scorciatoie del guadagno facile con la prostituzione che per le dichiarazioni rese agli inquirenti, costate la perdita del rapporto con uno dei genitori.

Indagini sulla prostituzione minorile ai Parioli

A pubblicare la lettera è stato il quotidiano nazionale Il Messaggero, che ha dato spazio allo sfogo della ragazza e alla risposta della mamma, anch’essa addolorata per quanto accaduto. “Devi solo pensare a te stessa, a crescere bene e nel modo giusto” ha voluto chiarire la donna, attualmente reclusa in una cella del carcere di Rebibbia per via del presunto ruolo di guida assunto nei confronti della figlia proprio al fine di ottenere profitti dall’attività illecita a sfondo sessuale.

Toccanti erano state le parole rivolte dall’adolescente alla madre, invitata a perdonarla per la terribile situazione creatasi: Mi manchi, non sai quanto mi dispiace che tu sia in prigione per colpa mia”ha scritto l’ex baby squillo della Roma bene.

L’inchiesta, intanto, va avanti in una direzione precisa, per individuare gli altri tasselli della rete di clienti e profittatori dell’organizzazione sgominata dalle forze dell’ordine con un blitz negli appartamenti adibiti a sale per incontri intimi. Sulla stessa lunghezza d’onda, la zia della ragazzina, sorella della donna arrestata, che ha rivelato di “essere convinta dell’inadeguatezza della madre nel rapporto con sua figlia, per nella consapevolezza che si tratta di una persona incapace di gestire sé stessa per via dei gravi disturbi alimentari di cui soffriva da anni”.

Si prova a scavare, in questi giorni, nella vita privata dei vari indagati, molti dei quali “insospettabili” in quanto appartenenti ad ambienti tutt’altro che poveri della Capitale. Il fenomeno della prostituzione minorile, in Italia ma non solo, sembra aver assunto dimensioni preoccupanti, come dimostrano gli atti di questa inchiesta e tante altre vicende di cronaca, oltre all’enorme quantità di immagini e video a tinte forti presenti in rete.

Qualche passo in avanti, sul fronte della prevenzione, verrà garantito dai provvedimenti restrittivi annunciati dai “giganti” del web, Google in primis, intenzionati a filtrare i contenuti in modo tale da impedire, con appositi sbarramenti ai motori di ricerca ed altri strumenti in fase di collaudo, a tutti i “consumatori” di materiali proibiti a sfondo pedopornografico di avere libero accesso alle foto e ai filmati.

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