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Baby squillo Parioli: Mauro Floriani, marito della Mussolini, rischia fino a 6 anni di carcere

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di Simone Rausi

Meno di due anni fa, il caso “Baby squillo dei Parioli” si abbatteva come un temporale sulla testa di alcuni stimati professionisti e personaggi pubblici della capitale e non. Tra questi, ricorderete, c’era anche Mauro Floriani, marito di Alessandra Mussolini, accusato di essere un cliente di una delle due minorenni. Ebbene, oggi – dopo che il peggio sembrava passato – arriva la decisione del pm di voler processare il coniuge della bionda politica. La pena rischiata è da uno a sei anni di carcere.

Baby Squillo Parioli: la confessione di Mauro Floriani

Floriani, secondo la procura di Roma, è andato a letto con una delle due baby prostitute che, al momento dell’inchiesta, avevano solo 14 e 15 anni. Chiesto quindi il rinvio a giudizio per l’uomo che ora, secondo quanto previsto dall’articolo 600 bis del codice penale, ha un concretissimo rischio di finire in carcere. Sulla vicenda si erano soffermati parecchi tabloid e giornali di gossip. La Mussolini si era inizialmente trincerata dietro un silenzio stampa senza precedenti salvo poi comparire sulla copertina di “Chi” in compagnia del marito. “Pace fatta” titolavano i settimanali dell’epoca. Adesso, nuova doccia fredda per la coppia.

La Mussolini rischia di nuovo un’esposizione mediatica parecchio sgradevole. Il marito, anche peggio, si ritroverà in un’aula di tribunale. Tra l’altro, secondo come si sono svolte le indagini e le condanne fin ora, il rischio di finire dietro le sbarre è piuttosto concreto. 11 clienti delle baby squillo hanno già patteggiato un anno di reclusione. L’avviso di chiusura delle indagini preliminari è stato notificato, dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal pm Cristiana Macchiusi, a 22 clienti in totale.

Ad avere la peggio, finora, è stato Mirko Ieni, il “dominus”, che è stato condannato a dieci anni di carcere. Insieme a lui, altre sette persone tra gli organizzatori sono stati condannati alla reclusione. Le indagini, ad ogni modo, non sono ancora concluse. 30 persone circa sono finite nel registro degli indagati e tra questi c’è un altro personaggio vicino al mondo della politica del nostro Paese: Nicola Bruno, figlio del senatore di Forza Italia Donato.

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