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Baby squillo Roma, la Procura smentisce: "No al patteggiamento per i clienti delle prostitute"

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Sembra essere saltata l'ipotesi del patteggiamento concesso alla maggior parte dei personaggi coinvolti nello scandalo della prostituzione minorile nel cuore della Capitale. I pm romani, infastiditi dalle voci rimbalzate sui media nazionali in queste ore in merito ai presunti accordi tra accusa e difensori di parte, hanno smentito seccamente le voci sulla corsia preferenziale per evitare condanne severe.

Sarebbero stati in molti, tra i clienti delle baby squillo dei Parioli, a chiedere alla Procura di Roma gli sconti di pena consentiti dalla scelta del rito abbreviato, che permetterà ad una parte degli indagati di evitare sia l’onta del rinvio a giudizio che la severa condanna prevista dal codice penale per i reati sessuali riscontrati nel corso dell'inchiesta.

Inchiesta baby squillo a Roma, Floriani ammette i rapporti con le ragazze dei Parioli

Nella folta lista degli interessati al patteggiamento, per adesso, non figura Mauro Floriani, ex capitano delle Fiamme Gialle e marito dell’onorevole Alessandra Mussolini, in attesa dei futuri sviluppi dell’inchiesta. Secondo quanto consentito dalle norme vigenti, il “premio” per chi si presenterà davanti ai magistrati con l’intenzione di patteggiare porterebbe ad una forte riduzione delle pene, fino a convertirle in una multa di 40 mila euro in alternativa ai 5 mesi e 10 giorni di carcere ex lege.

Il pubblico ministero Cristiana Macchiusi e il procuratore aggiunto Maria Monteleone stanno esaminando le posizioni dei singoli cittadini, in gran parte professionisti della Roma bene, coinvolti nello scandalo delle baby squillo dei Parioli, per fare luce sui rapporti tra ciascuno dei 52 clienti delle giovanissime prostitute attive nel quartiere chic della Capitale.

Bisognerà comunque tenere conto, in sede di irrogazione della pena, dei precedenti di ogni indagato nonché delle altre eventuali attenuanti generiche: il combinato disposto di questi fattori, alla luce del fatto che i personaggi in questione sono in maggioranza incensurati e frequentatori occasionali (non abituali) delle ragazzine-squillo di 14 e 15 anni, porterà ad una quasi sicura riduzione dell’entità delle condanne.

Non si esclude tuttavia che la Procura disponga, in alternativa al temuto affidamento ai servizi sociali, il regime di libertà controllata, concretamente tradotto nell’obbligo di presentazione presso un ufficio di pubblica sicurezza o una caserma, nel divieto di allontanamento dal comune di residenza, nonché nel ritiro del passaporto e nella sospensione della patente di guida con possibilità di rettifica delle modalità di esecuzione della pena in qualsiasi momento da parte del magistrato competente.

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