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Bagnasco su: la Sapienza, la 194 e le unioni civili

A causa del clima di ostilità, Benedetto XVI ha rinunciato alla visita alla Sapienza su suggerimento dell'autorità italiana". Sono le parole del cardinale Angelo Bagnasco, che all'apertura del Consiglio episcopale ritorna sulla mancata visita del Papa all'Università romana.

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Secondo l'arcivescovo di Genova, "l'amara soluzione e' l'esito del settarismo illiberale che, assumendo per pretesto la nota e ormai ben indagata vicenda di Galileo, ha superficialmente manipolato la posizione espressa dal Papa facendone una bandiera impropria per imporre la loro chiassosa volontà".

Il Governo attraverso una nota ha replicato: "Il governo italiano — si legge nel comunicato — non ha mai suggerito alle autorità vaticane di cancellare la visita di Papa Benedetto XVI. Sia il presidente del Consiglio che il ministro dell’Interno, dopo la riunione del Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico alla quale erano presenti anche i responsabili della gendarmeria vaticana, hanno infatti comunicato alle autorità vaticane che lo Stato italiano garantiva assolutamente la sicurezza e l’ordinato svolgimento della visita del Santo Padre".

Pochi minuti dopo la dichiarazione di Bagnasco, rilanciata da agenzie di stampa e siti Internet, Romano Prodi e Giuliano Amato, avevano, dunque, stabilito che doveva essere il premier a rispondere, smentendo le affermazioni di Bagnasco e ribadendo invece quanto era già stato affermato nei giorni scorsi: "Nessun pericolo per l’incolumità del Papa". Secondo le dichiarazioni del ministro Amato, la polizia era pronta a tutelare il Pontefice e ad evitare disordini all’interno della città universitaria.

Bagnasco durante il Consiglio ha poi ribadito il "no" della Chiesa ai registri delle unioni civili istituiti a livello municipale. "La Chiesa si oppone alla regolamentazione per legge delle coppie di fatto, o all’introduzione di registri che surrogano lo stato civile" .

Sul tema dell'aborto, il presidente della Cei, ritornando alle vecchie posizioni di monsignor Ruini, ha invitato a non escludere "l’aggiornamento di qualche punto della legge 194" non ignorando "il portato delle nuove conoscenze e i progressi della scienza e della medicina" e tenendo conto "che oltre le 22 settimane di gestazione c’è già qualche possibilità di sopravvivenza". E sottolinea: "Non ci può mai essere alcuna legge giusta che regoli l’aborto".

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