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Bambine uccise a Lecco, l'autopsia: colpite dalla madre con 90 coltellate

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I terrificanti dettagli emersi dopo l’autopsia sui corpi delle vittime riportano alla pubblica attenzione l’efferato delitto dell’8 marzo scorso, quando in un appartamento del rione Chiuso di Lecco Edlira Dobrushi fu colta da un raptus omicida che costò la vita alle tre piccole figlie.

Lecco, madre accoltella le figlie e tenta il suicidio

Arrestata per l’atroce gesto compiuto ai danni di Sidny, Simona e Kesi, uccise a coltellate mentre dormivano con una dinamica adesso ancora più chiara, la donna di origine albanese raccontò (al termine del lungo ricovero in ospedale, seguente al tentato suicidio) di aver commesso quel triplice reato pensando al futuro di sofferenza e “disperazione” al quale sarebbero andate incontro le ragazzine a causa della separazione dei genitori.

Al momento dei fatti, il marito di Edlira era in viaggio per raggiungere i familiari in Albania, proprio per discutere del distacco dalla moglie, partenza poi annullata in seguito alla comunicazione della tragedia avvenuta tra le mura domestiche all'interno della residenza italiana.

Dall’esame autoptico condotto dagli esperti di medicina legale incaricati dalla Procura di fare luce sul caso, sono venuti a galla particolari a dir poco agghiaccianti, destinati a segnare in senso ulteriormente negativo il quadro a carico della giovane madre delle 3 bimbe assassinate nella notte un mese fa: circa 30 le coltellate ricevute da ciascuna delle vittime per mano della donna, trasformatasi in killer spietata al punto da ottenere uno spargimento di sangue ai massimi livelli, come in una scena da film dell’orrore.

L’accusa di omicidio plurimo, formulata a suo tempo con l’aggravante della consanguineità, dovrebbe portare ad una condanna molto severa nei confronti di Edlira Dobrushi, inchiodata da prove divenute ormai pesantissime. Intanto, secondo quanto riferito in questi giorni alla stampa nazionale dall'avvocato difensore, la donna risulta sotto trattamento farmacologico ma è consapevole dell’evoluzione della vicenda processuale.

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