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Bambino conteso Padova, mamma contro casa-famiglia: "Leonardo vuole scappare"

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A distanza di un mese dalla diffusione del video shock del bambino conteso di Padova, portato via a forza da scuola dalla polizia, la mamma di Leonardo ha deciso di rompere il silenzio che si era auto-imposta e in una conferenza stampa ha rivolto accuse pesantissime alla casa-famiglia dove ora si trova suo figlio.

La mamma di Leonardo: "Il bambino vuole vedermi tutti i giorni e tornare a scuola"

"Dire inadeguata è un eufemismo, è molto peggio" ha dichiarato davanti ai giornalisti la signora Ombretta Giglione, spiegando che il bambino "è in buone condizioni di salute, ma molto provato a livello psicologico". La mamma ha potuto incontrare Leonardo "solo due volte, il 30 ottobre e il 6 novembre, e l'ho saputo sempre la sera prima senza alcun preavviso" e ha denunciato che "non è ancora stato fissato un calendario di incontri con mio figlio come previsto invece dalla sentenza".

Ma non solo. La donna ha anche affermato che che gli incontri si sono sempre svolti in "presenza della referente della casa-famiglia" e che per questo il bambino "era 'trattenuto' da dire come stava veramente", anche se in occasione dell'ultimo colloquio con la mamma "ha trovato il coraggio di dire tutto quello che voleva dire" ovvero che "nella struttura ci sta male, di essere seguito a vista, di non potersi muovere da solo e di avere pensato alla fuga". La signora Ombretta ha poi aggiunto: "Non è vero, a differenza di quanto è stato detto, che lui lì è sereno. Lui non trova la serenità se non torna alla sua vita".

Leonardo le avrebbe quindi chiesto di tornare a casa e quando la donna gli ha detto che non sapeva quanto tempo ci sarebbe voluto perché fosse possibile, il bambino avrebbe espresso il desiderio di "vedermi tutti i giorni, di telefonarmi tutti i giorni e di poter tornare nella sua scuola", ha dichiarato la mamma, che ha quindi deciso di rivolgere un appello all'ex marito: "Chiedo una pace reciproca: ritiriamo tutti e due le denunce. Io da parte mia sono disposta ad archiviare le mie e a metterci una pietra sopra e chiedo lo stesso anche a lui".

Una richiesta che stride con le affermazioni immediatemente precedenti della donna e del suo avvocato, Girolamo Andrea Coffari, che hanno denunciato al Tribunale dei Minori di Venezia "una gestione illecita della regolamentazione di visita tra la madre e il figlio, che va contro la sentenza della corte d'Appello anche nelle minime garanzie che assicura al bambino quando parla di rapporti di pariteticità", dal momento che il padre vede Leonardo "a pranzo e a cena" e senza la presenza di un supervisore.

Il video shock di Leonardo portato via con la forza

La signora Giglione, riferendosi alla casa-famiglia ha parlato di "illegalità", "mala gestione" e di una "situazione fuori controllo", accusando in particolar modo un'assistente, che come chiarisce l'avvocato della donna sarebbe "l'interfaccia tra la casa-famiglia e la madre", e dichiarando che quest'ultima le avrebbe chiesto di sottoscrivere un 'contratto' per vedere il figlio, con un patto di riservatezza, le specifiche dei costi dei consulenti (100 euro all'ora e 300 per ogni comparizione) e una penale di 10 mila euro in caso di violazione. La mamma di Leonardo ha quindi specificato di non averlo firmato, ma "fortunatamente" di aver potuto incontrare lo stesso Leonardo, e ha concluso chiedendo al sindaco di Padova, Flavio Zanonato di fare "chiarezza sulla gestione della struttura che accoglie il bambino".

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