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Bambino di 10 anni stuprato da otto adulti in India, la polizia sulle tracce degli orchi

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Era stato attirato con l’inganno, prima di finire nelle mani dei suoi spietati aguzzini, il bambino di 10 anni al centro di un caso orribile di violenza sessuale di gruppo in India.

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L’ennesima atrocità ai danni di un minore indifeso è avvenuta in un quartiere situato nell’area est di Nuova Delhi, precisamente a Geeta Colony, zona dove il malcapitato si trovava al momento del rapimento da parte di un branco di otto adulti.

Una volta intrappolata la loro preda all’interno di una abitazione con la promessa di fargli vedere una grande gabbia con piccioni, gli stupratori sarebbero entrati in azione, compiendo una serie di abusi ignobili sul bimbo adescato. Ore e ore di torture fisiche a sfondo sessuale, poi la minaccia di persecuzioni ancora più violente in caso di disobbedienza all’ordine di tacere sull’episodio: per il piccolo cittadino indiano l’incubo sembrava non dover trovare mai fine.

Per convincere il bambino a rivolgersi alla polizia locale, decisiva si è rivelata l’opera del fratello maggiore, insospettito dell’atteggiamento di alcuni abitanti del villaggio e del contemporaneo imbarazzo coltivato dal ragazzino per le ripetute ingiurie a lui rivolte.

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Le immagini dello stupro (ripreso con una videocamera da uno dei mebri della gang) di gruppo, secondo quanto emerso in occasione dell’arresto di un primo componente della banda di orchi, potrebbero presto finire nelle mani degli inquirenti, sulle tracce di altri complici delle violenze accertate secondo le informazioni riportate dall’agenzia di stampa indiana Pti.

Al momento dell’interrogatorio in commissariato, lo stesso malvivente assicurato alla giustizia dopo il blitz della polizia avrebbe intimidito in maniera piuttosto plateale i familiari del bimbo di 10 anni violentato a Geeta Colony, urlando all’indirizzo dei parenti della vittima minacce e insulti alla presenza degli agenti.

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