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Banda "Arancia meccanica" a Verona: 6 arresti per brutali aggressioni senza motivo

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Violenze gravissime ed apparentemente immotivate, sei brutali aggressioni che hanno sconvolto la città di Verona: una banda che stava terrorizzando i residenti è stata sgominata ed arrestata dalla polizia locale che indagava da tempo sui crimini subito ribattezzati in stile "Arancia meccanica". Perchè proprio come nel romanzo di Anthony Burgess, da cui è stato tratto l'omonimo film di Stanley Kubrick, questi teppisti andavano in giro per la città a diffondere violenza aggredendo e pestando cittadini inermi senza alcun movente.

Si tratta di otto persone, una delle quali minorenne, tutte parte di un campo nomadi Sinti: in sei sono state identificate ed arrestate. Altrettante sono le vittime accertate della banda, tutte finite in ospedale con prognosi spesso gravi, come lo sfondamento della scatola cranica. La banda è accusata di lesioni plurime aggravate e tentato omicidio.

Tra le vittime delle violenze, colpite con brutali pestaggi, non esiste alcun collegamento: per questo gli inquirenti hanno faticato a trovare la quadra del cerchio quando si è trattato di indagare sulle aggressioni incomprensibili denunciate nei mesi di febbraio e marzo scorso, tutte durante la notte.

Si va dall'atleta picchiato ed inseguito all'uscita dalla palestra al pestaggio di tre amici fuori ad un bar, colpiti a bastonate, pugni e calci anche con una mazza da golf, spezzatasi in due per la violenza. Una delle vittime ha subito lo sfondamento del cranio proprio per essere stato colpito con la mazza: operato alla testa, al ragazzo sono state impiantate delle placche per l'affondamento della scatola cranica facciale sinistra. Finiti in ospedale anche gli altri due ragazzi con una prognosi di 40 giorni. Dinamica simile anche per l'altra inspiegabile aggressione di un uomo fermo al semaforo nella sua auto: dopo aver tentato invano di aprire la vettura, in quattro hanno sfondato il lunotto con una chiave inglese e poi prelevato l'uomo per picchiarlo in strada. Un immigrato che ha tentato di fermare il pestaggio è stato a sua volta aggredito violentemente, poichè ai quattro si sono aggiunti altrettanti componenti della banda. Entrambi i malcapitati sono stati pestati a sangue e lasciati esanimi sul marciapiede.

Episodi di violenza apparentemente non collegati tra loro: le vittime sono sia italiane che straniere, non si conoscono e nessu evento le lega. Per questo, dopo aver savato a fondo nella vita di ciascuna delle vittime, gli agenti della Squadra mobile di Verona hanno cambiato pista cercando di identificare gli aggressori, alcuni riconosciuti dalle stesse vittime dei pestaggi grazie alle fotografie mostrate loro dalla polizia.

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